“Così Zacaria può ’comunicare’ con i suoi amici”

Un’intera classe impara la lingua dei segni per dialogare con il compagno sordomuto. La gioia dell’insegnante: "Non succede solo nei film"

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di Pier Luigi Trombetta

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Una intera classe impara la ‘Lis’ (Lingua italiana segni) per poter comunicare con il compagno di banco sordomuto. Succede alle scuole medie di Anzola, Giovanni Pascoli, nella seconda sezione D che ha come insegnante anche Marta Miazzi. E protagonista è Zacaria un ragazzino di 12 anni sordomuto, di origine marocchina, adottato e che adesso, a differenza di prima, sta riuscendo a comunicare con i suoi compagni.

Professoressa Miazzi, cosa succede alle Giovanni Pascoli?

“Chi non ha mai visto, almeno una volta, uno di quei film Disney dal finale strappalacrime. E nel nostro caso la protagonista è una classe di seconda, turbolenta e agitata, composta da 22 alunni, della sezione D.

Questa classe si sta rendendo protagonista di una storia di successo grazie ad una insegnante carismatica di Lis che la guida. Quindi non ’succede solo nei film’. Ad Anzola, infatti, il copione del lungometraggio è diventato vita quotidiana di scuola”.

Come è stato possibile passare dal film alla realtà?

“Questi ragazzi hanno la grande fortuna di aver incontrato un compagno ‘speciale’, sordomuto a causa di una meningite avuta nell’età infantile. Ragazzo che non poteva dunque comunicare in modo normale. Il consiglio di classe ha quindi pensato, alla fine dello scorso anno, di predisporre un corso base di Lis a cura dell’associazione ‘Insieme per’ di Casalecchio. Così facendo il consiglio di classe ha cercato di promuovere un modo nuovo di comunicare ai ragazzi”.

Come sono andate le lezioni di Lis?

“Visti i primi timidi successi, quest’anno è arrivata l’educatrice Silvia Bianchini che, una volta alla settimana, in modo strutturato, ha insegnato la Lis in classe a tutti. Ogni giovedì alla quarta ora, i ragazzi diventano quindi un po’ sordi. Ed hanno imparato a segnare le varie parti del corpo, i membri della famiglia, i mestieri, i colori. Hanno imparato ricette e canzoni in Lis (prendendo spunto anche dal Festival di Sanremo in Lis)”. Quanto può insegnare la Lis? “Non c’è precisione grammaticale o un buon uso buono dei parametri della Lis, ma lo scopo fondamentale del progetto, nel nostro caso, è quello di comunicare con il compagno, anche lui in fase di apprendimento. I risultati sono andati oltre le aspettative perché il ragazzo è sempre più integrato ed aperto a comunicare ed è davvero felice che ciò accada. Ma questo funziona solo perché la classe intera si è messa in gioco ed ha avuto voglia di imparare un nuovo linguaggio riconosciuto ufficialmente come una lingua”.

Che risultati ha raggiunto il suo allievo?

“Entro la fine delle scuole medie, grazie a questo progetto, speriamo che Zacaria riesca ad avere un comportamento sempre più adeguato, visto che riesce finalmente a comunicare senza fatica con i suoi coetanei. Grazie a loro infatti ha uno strumento importantissimo per interfacciarsi con il mondo e con il suo futuro. Credo che a volte, film della Disney a parte, nelle nostre realtà quotidiane può crearsi quel pizzico di magia che serve a renderci migliori”.

 

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