Siracusa, “Civico 4”: “Il 2022 comincia, e continua, senza sostegno educativo domiciliare

Bocciata l’Amministrazione in fatto di diritti delle persone con disabilità”

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Il sostegno educativo domiciliare trova una sempre maggior diffusione nel panorama dei servizi che si occupano di minori e può rappresentare una risorsa importante, a patto che sussista il presupposto di Amministrazioni comunali che guardino a questo servizio in maniera strutturale e continuativa

Il 2022 comincia, e continua in città, senza sostegno educativo domiciliare per persone con disabilità. Il sostegno educativo domiciliare trova una sempre maggior diffusione nel panorama dei servizi che si occupano di minori e può rappresentare una risorsa importante, a patto che sussista il presupposto di Amministrazioni comunali che guardino a questo servizio in maniera strutturale e continuativa.

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Riconoscere il valore della “programmazione” per un’Amministrazione diventa fondamentale in questo senso. “Purtroppo, però, nella città di Siracusa viviamo di questi tempi l’anno zero dell’attenzione alle persone con disabilità”, accusa Michele Mangiafico, a nome del movimento “Civico 4”.

Quest’ultimo, citando la nota n 3413 dello scorso 18 gennaio, inviata dal Comune all’Ente Nazionale Sordi, denuncia la chiusura del servizio di educativa domiciliare alla data del 31 dicembre 2021. Il tutto, ricostruisce il movimento, avviene a fronte di due lettere di protesta, una prima – rimasta inascoltata – indirizzata all’Amministrazione comunale ed una seconda alla Prefettura, in cui è stata rappresentata l’importanza del servizio quale ponte tra la scuola, la famiglia e i bambini e la gravità della sua interruzione.

Nel secondo caso, riferisce “Civico 4”, la Prefettura ha fatto sapere che da interlocuzioni avute con il Comune potrebbe esserci lo spiraglio di una riattivazione nelle prossime settimane.

“Siamo sempre allo stesso punto. – dice Mangiafico – I bisogni dei cittadini di Siracusa, ancor più delle persone con disabilità, iniziano il primo gennaio, come in tutte le altre città del nostro Paese, oppure in primavera o, ancor peggio, sono terminati a favore di murales, strisce colorate sulle strade e sprechi di denaro pubblico in concerti a pagamento? Il fatto che “nessuno rimanga escluso” è uno slogan buono solo per le campagne elettorali o un principio da declinare nella concretezza delle azioni amministrative?”

“L’Educativa – afferma il presidente della sezione provinciale ENS di Siracusa, Andrea Burgio – è un servizio fondamentale per lo sviluppo personale, per l’autonomia, la socializzazione, il supporto scolastico, e in questo particolare periodo riveste un ruolo ancora più importante perché l’operatore è uno dei pochi contatti con il mondo extrafamiliare rimasti e il rischio è che questi bambini sordi rimangano chiusi ancor più nel loro isolamento. Chiediamo al Comune di Siracusa tempi certi e rapidi per la ripresa dei servizi che sono diritti per le persone con disabilità”.

La problematica relativa all’educativa domiciliare, dagli approfondimenti effettuati da “Civico4”, è peraltro ancora più ampia, con parecchie famiglie in attesa della riattivazione del servizio nel 2022.

“Rintracciamo – continua Mangiafico – alcune cause che risolveremo con la prossima Amministrazione comunale: ritardi inaccettabili nella presa in carico dell’utenza; ritardi nella gestione e nell’affidamento alle cooperative (trascorrono anche mesi per una semplice comunicazione); personale insufficiente oppure in regime di part-time (dove sono finiti i fondi risparmiati dalle cessazioni?); assenza di focus dell’Amministrazione comunale uscente sul tema della stabilizzazione delle assistenti sociali entrate con i progetti RDC e REI; misure messe in campo in assenza di percorsi volti a subentrare a conclusione di determinate linee di finanziamento (vedi il caso dei fondi 328/00 oppure dell’assistenza alle famiglie con situazioni di disabilità ma in assenza di reddito di cittadinanza).”

“Civico4” stigmatizza, infine, “la tracotanza con cui sindaco e assessori, chiusi nella torre eburnea della loro indifferenza ai problemi della città, non rispondano nemmeno alle note trasmesse dai portatori di interessi diffusi nel campo della disabilità. Si tratta di una pessima prassi che testimonia, ancor più di quanto ce ne fosse bisogno, il solco incolmabile che il gruppo di potere al Vermexio ha creato con la città e con i suoi bisogni. Un tempo buio che scorre inesorabile verso il giudizio del corpo elettorale”.

 

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