A tre anni imparano il linguaggio dei segni. “Così parliamo con i nostri compagni sordi”

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A lezione del linguaggio dei segni. Scolari in aiuto del compagno sordo

Succede in due scuole dell’infanzia di Montemurlo dove il Comune approva un progetto sperimentale per favorire l’integrazione Il problema delle mascherine superato grazie all’uso di dispositivi trasparenti che permettono di leggere il movimento delle labbra

di Silvia Bini

Prato, 14 gennaio 2021 – Il loro è un mondo silenzioso fatto di sensazioni, impressioni, odori. Un mondo speciale che fa a botte con le tante barriere da cui sono circondati. A complicare tutto ulteriormente ci si è messo il Covid che impone l’uso della mascherina anche a scuola. Una barriera insormontabile davanti al volto per chi ha invece bisogno di leggere le labbra del proprio interlocutore per dialogare, comprendere stati d’animo, capire se è il momento delle coccole o del rimprovero. Ancora più complicato quando si tratta di bambini di appena tre anni di età. La mascherina: una barriera che non può essere tolta in tempo di pandemia, ma che può essere aggirata.

Parte da qui, dalla volontà di abbattere gli ostacoli, il progetto che coinvolge due scuole dell’infanzia del Comune di Montemurlo che ospitano due bambini affetti da sordità. Per loro l’amministrazione comunale insieme alla dirigente del comprensivo Margherita Hack di Montemurlo, Maddalena Albano, ha pensato ad un progetto speciale che coinvolge le insegnanti e tutti i compagni di classe. L’idea è funzionale quanto semplice: l’amministrazione ha pensato di superare il problema della comunicazione dotando le insegnanti di mascherine trasparenti così da garantire ai bambini la possibilità di vedere i volti delle maestre e leggere quindi il movimento delle labbra. Ma non è tutto: ai compagni di classe dei bambini affetti da sordità sarà insegnato il linguaggio dei segni così che i bambini possano sentirsi tutti parte di una vera classe. Grazie all’aiuto di alcuni specialisti, maestre e alunni avranno la possibilità imparare a dialogare tra loro attraverso l’utilizzo di gesti.

La giunta comunale guidata dal sindaco Simone Calamai ha approvato un progetto sperimentale – per accompagnare i bambini durante i tre anni della scuola dell’infanzia – che prevede l’insegnamento di un metodo codificato non solo al corpo docente della scuola, ma anche a tutti i compagni di classe. Interagendo attraverso i gesti i bambini sordi non si sentiranno isolati, ma pienamente partecipi ed appartenenti ad un gruppo che parla la stessa lingua, in questo caso quella dei gesti. Le famiglie hanno aderito con favore al progetto e grazie al consenso dei genitori a Montemurlo ci sarà l’opportunità di creare davvero una scuola inclusiva e senza barriere. I bambini della scuola Ilaria Alpi di Oste e della scuola Grazia Deledda di Montemurlo saranno affiancati da educatori che insegneranno loro ad interagire, a capirsi e a dialogare utilizzando il linguaggio dei segni. «Siamo molto orgogliosi di questo progetto perché nella scuola abbiamo sempre creduto molto e investito», commenta il sindaco di Montemurlo Simone Calamai. «Con questa azione vogliamo consegnare a tutti gli alunni uno strumento di integrazione. Insegnare il linguaggio dei segni alla classe che accoglie bambini affetti da sordità significa mettere tutti sullo stesso piano e dare la possibilità di interagire insieme, di frequentare la scuola a pieno, senza lasciare nessuno indietro».
Il progetto è stato portato avanti dagli assessore Antonella Baiano e Alberto Fanti, rispettivamente titolari delle deleghe all’istruzione e al sociale: «Siamo molto contenti perché si tratta di una novità assoluta che coinvolge non solo le docenti, ma anche i genitori e tutta la classe. Si tratta di un’iniziativa sperimentale mai portata avanti prima d’ora che è nostra volontà mantenere per tutto il ciclo della scuola materna proprio per accompagnare questi bambini fino alle elementari». Gli educatori insegneranno ai piccoli diversi metodi per dialogare con i compagni attraverso la mimica, il linguaggio dei segni e con giochi visivi. Una bella opportunità che resterà a tutti come bagaglio per la crescita.
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