Grazie all’intelligenza artificiale un gruppo di esperti dell’Università di Amsterdam sta sviluppando un traduttore per la lingua dei segni.

Il progetto, parte di SignLab Amsterdam, si pone come primo obiettivo quello di aiutare i genitori di bambini sordi che stanno imparando i segni di base e di facilitare situazioni come gli annunci in aeroporto o in stazione, dice NPO1.

“Sono abbastanza convinto che nei prossimi cinque anni saremo in grado di produrre qualcosa di utile, qualcosa che possa fare la differenza”, riporta Floris Roelofsen, professore associato dell’istituto universitario per la logica, la lingua e il calcolo, nonchè fondatore del laboratorio.

“Sei anni fa, mia figlia è nata sorda ed è così che mi sono iniziato ad interessare alla lingua dei segni e alle problematiche legate alla sordità. La maggior parte dei genitori di bambini sordi sono uditivi, ed è difficile imparare in fretta la lingua dei segni e farlo abbastanza bene per poter iniziare a comunicare con il proprio bambino. E’ un grande problema: se non si conosce la lingua, si potrebbe verificare un ritardo in molti altri ambiti, in particolare nello sviluppo cognitivo e sociale. Credo che questo costituisca la radice di molti problemi nelle vite dei bambini sordi e degli adulti intorno a loro.”

Il prototipo

Avvalendosi della sua formazione in matematica, intelligenza artificiale, filosofia e linguistica, Roelofsen si è aggiudicato il finanziamento di un progetto di cinque anni volto a sviluppare un avatar in grado di tradurre semplici frasi e istruzioni in animazioni. Insomma, un vero e proprio traduttore della lingua dei segni. 

Il progetto, ancora allo stadio di prototipo, è già stato sperimentato quest’anno come una macchina di traduzione per facilitare la comunicazione tra gli operatori sanitari e i pazienti sordi malati di coronavirus. L’avatar, che ancora non ha un nome, è in grado di produrre circa 8000 frasi come “dove senti dolore?”

Normalmente si direbbe “vado, sono andato o andrò”. Nella lingua dei segni, invece, c’è solo un segno, andare, e si indica il tempo separatamente. “Ieri io negozio andare”. Prima si crea la scena nello spazio, poi si inseriscono le persone e gli oggetti, e poi si indica l’azione compiuta o la relazione tra gli oggetti. Si costruiscono delle vere e proprie scene.”

Tuttavia, intelligenza artificiale non significa che gli interpreti della lingua dei segni (, presenti in molte conferenze stampa del governo sul coronavirus, scompariranno o saranno sostituite interamente.

“Le persone pensano che questa innovazione potrà essere utilizzata nel dialogo interattivo, ma va oltre ciò che la tecnologia ci consente di fare”, dice Roelofsen. “Possiamo sognarlo, e forse diventerà realtà tra 50 anni.”

 

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