Uniwording: il linguaggio dei segni universale

Alla Filanda di Mendrisio il 29 ottobre dalle 15 avrà luogo una conferenza stampa sul progetto creato in Ticino per abbattere ogni barriera linguistica

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di Red.Mendrisio

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LaFilanda di Mendrisio ospiterà il 29 ottobre, dalle 15 alle 17.30, la conferenza stampa in cui verrà mostrato al pubblico il progetto Uniwording, creato in Ticino nel 2012 dall’omonima associazione con lo scopo di abbattere ogni barriera linguistica. Ma non solo. Si parlerà delle sue prospettive future, che comprenderanno fra l’altro la realizzazione di un’app che ne faciliterà l’apprendimento in tutto il mondo. Si parlerà anche, con esperti di segni e di linguistica, della cultura e della bellezza delle lingue dei segni. A fine conferenza si potrà partecipare a un momento ludico d’apprendimento della lingua Uniwording, con adulti e bambini di ogni età.

“Uniwording – si legge nel comunicato stampa – non è una lingua dei segni per i sordi. È una lingua gestuale per tutti.

Sebbene sia ancora abbastanza radicata l’idea che i segni siano adatti puramente all’ambito esclusivo della sordità, oggi possono invece coesistere le tante lingue dei segni dei sordi – quasi ogni Paese ha la propria, accanto alla lingua Uniwording, che si propone come lingua segnica universale”.

In poco tempo, “grazie a una didattica messa a punto dal team Uniwording in dieci anni di studio, di verifiche, di confronti e di meticolosi accorgimenti, si imparano con facilità i segni sufficienti per una comunicazione di base essenziale per farsi capire in una farmacia di Istanbul, in un Pronto soccorso di Pechino, in un ristorante di Caracas, agli sportelli di una città europea che accoglie famiglie fuggite dall’Ucraina, in una zona colpita da una catastrofe naturale”.

L’esistenza della lingua dei segni Uniwording “permette alle persone di comunicare ovunque nel mondo con l’ausilio di una gestualità universale codificata. I segni Uniwording sono semplici e intuitivi, da imparare e da usare: è di grande vantaggio il fatto che, a seconda del contesto in cui vengono utilizzati, possono essere intuitivamente compresi anche da chi non li abbia ancora studiati”.

 

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