Il deputato italiano Felice Žiža in difesa dei diritti degli audiolesi

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Il Parlamento sloveno nella legislatura in corso sta preparando una serie di modifiche della Carta costituzionale, a quasi 30 anni dalla sua approvazione.

Una delle aggiunte all’ordine del giorno riguarderà da vicino la Comunità Nazionale Italiana e l’uso pubblico della lingua italiana. “Di recente ho partecipato ai lavori della Commissione per gli affari costituzionali della Camera di Stato, presieduta da Dejan Židan. Assieme all’omologo ungherese, Ferenc Horvath, abbiamo discusso della modifica dell’articolo 62 bis, che regolerebbe il libero uso della lingua dei segni”, rileva il deputato italiano, Felice Žiža.

“Da parte nostra abbiamo chiesto una postilla che preveda questo diritto anche per i connazionali audiolesi. La richiesta era stata avanzata già nel 2019. Nel corso della seduta è emerso però il problema dello sviluppo di questo tipo di comunicazione. Per la Slovenia rappresenterebbe un onere gravoso e pertanto sarà lasciato alle Nazioni d’origine curare il settore. Agli italiani e agli ungheresi che vivono nei territori nazionalmente misti saranno garantiti traduttori per la lingua dei segni nella vita pubblica”.

Chiarita la questione, la modifica ha ottenuto l’incondizionato appoggio di tutti i gruppi parlamentari. Da precisare meglio ancora i diritti degli ipovedenti e ciechi, che hanno chiesto di non essere lasciati in disparte, considerato che la comunicazione con il sistema Braille è per loro di vitale importanza. La materia sarà demandata a una specifica legge. “Abbiamo accolto con soddisfazione la disponibilità del Parlamento di tutelare ulteriormente i diritti dei gruppi etnici.

La Slovenia si conferma così all’avanguardia a livello europeo, per quanto riguarda le norme giuridiche a favore delle Comunità nazionali”, sottolinea ancora Žiža. Le modifiche della Costituzione saranno ora sottoposte al vaglio della Camera di Stato in sessione plenaria, probabilmente già il mese prossimo come annunciato dal presidente, Igor Zorčič. Il testo tornerebbe poi alla Commissione costituzionale per la redazione definitiva e, quindi, sarebbe pronto per la votazione finale. Tutti questi passaggi necessitano della maggioranza assoluta dei parlamentari.

L’auspicio di tutti a Lubiana è che il procedimento possa essere concluso entro il primo luglio, quando la Slovenia assumerà la presidenza di turno dell’Unione Europea.

 

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