Hai mai ascoltato Eminem nel linguaggio dei segni?

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Hai mai ascoltato Eminem nel linguaggio dei segni?L’hip hop tradotto nel linguaggio dei segni? Un’emozione da (ri)scoprire

29.5.15 – V. C. – Twitter @Alveatinna

Sono due video di un anno fa, nel pieno della stagione dei live. L’Huffington Post se ne reinnamora. Li condivide e da lì, un po’ tutto il web USA.
A prima vista colpiscono per il contrasto: due donne alla prova con due classici di Eminem e Public Enemy. Ma non sono assolutamente rapper. E nemmeno musiciste. Di lavoro, traducono la musica nel linguaggio dei segni.

Principalmente in occasione di concerti ed happening. Il che significa che la loro esibizione è gestuale e non sonora. Però ha la stessa identica grinta dei brani originali. Ed è questo che le rende di forte impatto. Una dimostrazione del fatto che la musica è un linguaggio universale anche quando si rivolge a chi non la può sentire nella sua forma originale. Con tutte le sue sfumature. Quelle melodiche, romantiche, intimiste e poetiche e quelle più aggressive, metropolitane, irriverenti…

https://www.youtube.com/watch?v=fnAofkVHZOQ#t=92

E’ il bello dell’interpretazione. Perchè, come sottolinea Shelby Mitchusson, che a differenza della collega Holly Maniatty ha dato a questa traduzione gestuale del rap una dimensione più “youtuber”, fuori dal contesto del concerto e rivolta al pubblico molto più ampio dei frequentatori della piattaforma video internazionale, è questa, quella dell’interpretazione, l’area in cui ci troviamo.


“Amo interpretare la musica”, spiega la traduttrice specializzata in linguaggio dei segni sul suo profilo Youtube. “E’ una passione che vorrei condividere il più possibile”.

http://www.gqitalia.it

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