La manipolazione genetica non serve al fuoco delle vanità

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“Lo voglio alto, biondo e con gli occhi azzurri!” – “Che abbia gambe forti e veloci: sarà un calciatore!” – “Sì, ma che sia molto intelligente, non si sa mai con lo sport…”. Scambi del genere sono comuni fra aspiranti genitori.

di Giuseppe Ciotta

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Il professor Richard Scott – divisione di Embriologia Riproduttiva alla Rutgers University, New Jersey, USA – confessa di essere rimasto a bocca aperta quando ha saputo che: “alcuni desideravano un figlio campione di basket, perché loro erano bassi. Mentre una coppia di sordi voleva un figlio anche lui sordo”.

Sembra fantascienza ma ormai è realtà. Con risultati garantiti da tecniche genetiche, ben sviluppate dall’altra parte dell’Oceano e non solo: bimbi “su misura” e con precise peculiarità. Secondo Scott: “alcune caratteristiche fisiche possono essere determinate in laboratorio. Ad esempio per evitare la presenza di geni legati all’insorgere di certe malattie. L’orecchio musicale, ad esempio, dipende da tre soli geni e, se un genitore ce li ha, riprodurlo non è impossibile. Tanto è vero che in Asia lo fanno”.

Ma quanto c’è in ballo l’intelligenza e i tratti somatici le cose cambiano. Visto che dipendono da molteplici geni. Servirebbero migliaia di embrioni fra cui selezionare. Cosa non solo clinicamente impossibile. Ma eticamente inaccettabile.

Messe da parte le stupide e sterile vanità Il Professor Scott tiene a precisare che “alcune aziende studiano come produrre migliaia di gameti dalle staminali. Con l’obiettivo di avere tanti embrioni fra cui scegliere quelli necessari per soddisfare non bisogni superficiali ma di tutela della salute”.

Nata per usare – nella procreazione assistita – gli embrioni non affetti da patologie trasmissibili in coppie a rischio riproduttivo, come la Fibrosi Cistica, e per prevenire il concepimento di bambini affetti da patologie cromosomiche, ad esempio la sindrome di Down, la diagnosi genetica preimpianto è controversa. Ai più scettici il Prof. Richard Scott ricorda la sua parole d’ordine: “Desideriamo solo che goda di ottima salute”. Se riuscirà a dare certezza alla vera speranza di tutti i genitori, allora sarà il benvenuto.

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