Se tocca ai “normali” vivere in un mondo a parte

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Se tocca ai “normali” vivere in un mondo a parteVi siete mai posti il problema di come vivrebbero i “normali” in una società governata e dominata dai “non normali”? Sordomuti, ciechi e paraplegici? Se non lo avete ancora fatto, vi consigliamo la visione di questo video realizzato da un’associazione turca.

di Nicola Dotto

La sequenza iniziale mostra una donna quasi impaurita e intenta a camminare su una strada di città trafficata solo da sfreccianti carrozzine e da paraplegici, che incuranti della sua presenza che quasi le finiscono addosso per investirla. Come succede spesso al contrario quando gli automobilisti siamo noi. La donna prova inoltre a fermare qualcuno, probabilmente per chiedere delle informazioni visto che tiene un foglietto in mano, ma tutti i suoi tentativi sono vani.

Nel frame successivo si passa poi in una banca dove un’altra signora vorrebbe aprire un conto ma imbarazzata e confusa non riesce a comunicarlo e a capire le informazioni date dal personale dello sportello. Il quale affetto da sordomutismo usa il linguaggio dei segni, incomprensibile per lei. Il video cambia ancora velocemente scenario e prosegue mostrando le enormi difficoltà di equilibrio a stare in piedi e a camminare di un uomo su una rampa resa viscida dalla pioggia che cade battente; la rampa è infatti sprovvista di scalini o gradini per i normodotati ed è composta solo da un’unica e larga pavimentazione destinata alla circolazione di veicoli a ruote (come appunto le carrozzine), cosa che rende davvero difficile la vita allo sfortunato passante.

Il quale poi si trova a dover fare una telefonata da un telefono pubblico ad altezza carrozzina e quindi molto più basso dei soliti, e le cui acrobazie per riuscirci vengono notate da un bambino paraplegico che lo addita e lo prende quasi in giro, subito rimproverato dalla mamma. La scena finale si svolge infine in una biblioteca per non vedenti, dove tutti i libri sono scritti in codice braille e in cui si vede un malcapitato studente cercare tra gli scaffali e trovare solo centinaia di pagine, per lui, bianche. Sconsolato lo stesso si siede e forse pensa che davvero ad ognuno di noi devo essere date le stesse possibilità per una vita dignitosa e felice.

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