La mia infanzia con papà e mamma sordi

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Cosa significa essere una bambina come le altre, ma con genitori sordi? Lo racconta, con tenerezza e irriverenza, Les mots qu’on ne me dit pas (Le parole che non mi dicono). Il primo romanzo della scrittrice francese Véronique Poulain, nata da mamma e papà sordomuti.

grCosa significa essere una bambina come le altre, ma con genitori sordi? Lo racconta, con tenerezza e irriverenza, Les mots qu’on ne me dit pas (Le parole che non mi dicono). Il primo romanzo della scrittrice francese Véronique Poulain, nata da mamma e papà sordomuti. Orgogliosa di loro anche nei momenti più complicati di una quotidianità non tutta rose e fiori. Un’infanzia mai drammatica, ci tiene a precisare, di cui ricorda con umorismo gli aneddoti ben lontani dall’immaginario collettivo. Come la convivenza con genitori “rumorosissimi”, racconta, ma ignari di esserlo. Con i quali era a volte faticoso dover sempre mantenere un contatto visivo, per non perdere il filo del discorso. E racconti di Natali buffi, passati a ridere di un handicap mai percepito come tale dagli stessi interessati, giocando a indovinare le parole scandite mai nitidamente da mamma e papà. Il tutto in una Francia anni ’50. Arretrata e sprovvista di servizi per persone non semplicemente disabili, precisa Véronique. Ma detentrici di quella che ancora tarda ad essere riconosciuta come un’altra cultura a tutti gli effetti.

(20 ottobre 2014)

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