Il ristorante che insegna la lingua dei segni

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Tutti i camerieri sono non udenti. Si ordina con il linguaggio dei segni o scrivendo su un blocchetto.

Il proprietario: “L’idea mi è venuta quando ero un cameriere e un cliente non udente ordinò indicandomi il piatto con l’indice sul menù. Pensai che non stavo offrendo il servizio che meritava”

310x0_1407421770879_safe_imageSe sbirci al suo interno non noterai nulla di diverso ma Signs ha invece tutte le carte in regola per diventare uno dei locali più imitati al mondo. Il piatto del giorno o una birra alla spina, infatti, non si ordinano a voce ma usando il linguaggio dei ‘segni’ o scrivendoli su un foglietto. Il personale selezionato personalmente dal proprietario, Anjan Manikumar, è formato principalmente da persone non udenti. “L’idea mi è venuta quando ero un cameriere e un cliente non udente ordinò indicandomi il piatto con l’indice sul menù. Pensai che non stavo offrendo il servizio che quella persona meritava”.

Detto fatto. Ora a Toronto c’è un locale ‘speciale’ dove il personale parla con i gesti e il menù è caratterizzato dai simboli internazionali del Sign Language Alphabet (SLA). Manikumar, che ha un MBA e 10 anni di esperienza nel settore alimentare, è soddisfatto: “Questo è l’unico modo in cui possiamo tutti essere più comprensivi gli uni con gli altri, indipendentemente dalle differenze che possiamo avere”. E per una volta saranno i clienti non sordi a doversi adattare

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