Google Gestures, come Big G potrebbe rivoluzionare il linguaggio dei segni

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Vincitore del Future Lions 2014, il concept immaginato da David Svedenström potrebbe abbattere le barriere comunicative tra chi utilizza il discorso dei segni e chi non è in grado di comprenderlo.

di Dario Caliendo

Un progetto innovativo, vincitore di un concorso organizzato da Google, che rappresenta forse l’idea più innovativa dell’era dei dispositivi indossabili.

 

Quello di cui vi parleremo non è altro che un concept, un prodotto immaginato da un creativo, che in realtà con Google non c’entra nulla, o quasi. Ma l’idea avuta da David Svedenström non è poi così fantascientifica, e potrebbe davvero rivoluzionare la modalità con la quale i sordomuti comunicano con il mondo. Realizzato utilizzando un ulteriore tecnologia tutt’oggi in fase di sviluppo, caratterizzata da due fasce da avambraccio capaci di analizzare e riconoscere gli esatti movimenti di braccia e mani, Google Gestures è un sistema in grado di tradurre in tempo reale il linguaggio dei segni e, grazie alla connessione con lo smartphone, fornirne un’interpretazione vocale.

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Un’idea innovativa, che potrebbe abbattere per la prima volta alcune barriere comunicative ancora presenti nell’era dei dispositivi indossabili e dei servizi smart e che in effetti sarebbe realizzabile anche utilizzando le attuali tecnologie di riconoscimento biometrico, una moltitudine di metodologie di tracciamento molto più rodate e integrate che, grazie all’utilizzo di una semplice fotocamera ad alta risoluzione, sarebbero in grado di riconoscere gli esatti movimenti effettuati dagli utenti.

 

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D’altronde quello della comunicazione visiva è un linguaggio noto dall’antichità e sin dai primi del 700, quando il professore francese Abbè de L’Epèe lo descrisse in uno scritto e lo utilizzò per insegnare la lingua scritta e parlata ai suoi alunni sordomuti, questo tipo di linguaggio non è stato più soggetto a cambiamenti o rivoluzioni tecnologiche. Fino a oggi, forse.

 

Nonostante ad oggi siano disponibili una serie di tecnologie in grado di rendere realizzabile l’idea di David Svedenström, il suo progetto rimane ancora un concept, che gli è valso il premio di vincitore del Future Lions 2014, un concorso per idee creative organizzato – tra le altre cose – proprio da Google. E conoscendo l’estro e lo spirito innovativo del colosso di Larry Page e Sergey Brinn, è molto probabile che in qualche laboratorio a Mountain View, un team di esperti sia già a lavoro nello studio e nella progettazione di una delle idee più rivoluzionarie e innovative dell’era dei dispositivi indossabili.

http://tech.fanpage.it/

 

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