L'”interprete” del funerale di Mandela si dà alla pubblicità

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“Volevamo scegliere il peggior presentatore possibile per un’app live: e chi poteva essere se non la persona che ha fatto il peggior disastro in diretta Tv?”

Articolo di DO

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Mentre al funerale di Nelson Mandela leader mondiali del calibro di Barack Obama tenevano i loro elogi funebri, l’uomo in piedi accanto a loro catturava tutta l’attenzione dei media. L’interprete che avrebbe dovuto tradurre i discorsi nella lingua dei segni, infatti, faceva gesti senza alcun significato per le persone sorde.  Si trattava del 34enne Thamsanqa Jantjie che, si scoprì nei giorni successivi, aveva un passato di problemi mentali e comportamenti violenti e che attribuì la sua assurda performance a un attacco di schizofrenia. 

Lo strano episodio sollevò dubbi sulla gestione della sicurezza dell’evento, ma fece di Jantjie un personaggio la cui popolarità non poteva non venire sfruttata. A farlo è ora una start up israeliana che, per lanciare la sua nuova app Livelens, ha ingaggiato il finto interprete come testimonial per un video promozionale, comparso martedì su YouTube.

“Ciao, sono Thamsanqa Jantjie, del funerale di Nelson Mandela”, esordisce un Jantjie in giacca e cravatta accompagnato da alcune immagini del suo exploit accanto a Obama. “Credetemi, sono un vero interprete professionale della lingua dei segni”, continua il testimonial, per essere smentito dal suo ego che, fingendo di esprimersi nella lingua dei segni e doppiato da una voce fuori campo, nega quanto ha appena detto. Da un finto podio Jantjie continua: “Mi dispiace davvero molto per quello che è successo”. Il Jantjie “interprete”, tuttavia, traduce vaneggiando: “Io, famoso, celebrità, io sono su un cavallo”. “Adesso voglio farmi perdonare da tutto il mondo”, prosegue il testimonial, ma l’alter ego ancora una volta traduce: “Adesso faccio pubblicità per soldi”. E qui scatta l’aggancio con Livelens, la nuova app che permette di condividere filmati live con i propri contatti: “Ricordate, le cose più interessanti succedono live”, ammonisce Jantjie alludendo alla propria performance in diretta planetaria di dicembre.

“Avevamo bisogno di qualcosa di sorprendente”, ha spiegato al New York Daily News il responsabile di Livelens, Sefi Shaked. “Volevamo scegliere il peggior presentatore possibile per un’app live: e chi poteva essere se non la persona che ha fatto il peggior disastro in diretta Tv?”. Shaked afferma di avere effettuato le riprese dello spot in febbraio, quando Jantjie era ancora ricoverato in una clinica psichiatrica. Livelens avrebbe assoldato un giornalista sudafricano che, presentatosi all’istituto come un parente di Jantjie, sarebbe riuscito a farlo uscire per una giornata con la scusa di partecipare al matrimonio di un parente. Il responsabile di Livelens assicura però che il suo nuovo testimonial, da allora, è stato dimesso definitivamente dalla clinica ed è tornato con la sua famiglia.

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