Primo impianto cocleare su bambina con gravissima sordità profonda

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Ritornare a sentire grazie a un intervento di impianto cocleare, il primo eseguito durante una missione di cooperazione sanitaria in Kenya.

 

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Questa è la storia a lieto fine resa possibile grazie alla professionalità dei medici dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese che, a marzo, durante la missione di cooperazione internazionale presso l’ospedale di North Kinangop in Kenya, hanno operato Rita, una bimba di due anni, affetta da una profonda sordità che l’aveva resa sorda e incapace di parlare, inserendole un impianto cocleare che le ha permesso di tornare a sentire e, di conseguenza, di riacquistare progressivamente l’uso della parola.

L’intervento è stato eseguito dal dottor Marco Mandalà, dell’Uoc Chirurgia Otologica e della Base Cranica, diretta dal dottor Franco Trabalzini, con la collaborazione della dottoressa Giulia Corallo, specializzanda dell’Uoc Otorinolaringoiatria, diretta dal professor Walter Livi. «Si è trattato – afferma Mandalà – di un intervento chirurgicamente complesso, reso ancora più difficile dalle condizioni precarie dell’ospedale keniota, che ha portato alla completa guarigione della bambina, anche grazie alla collaborazione del personale medico e infermieristico locale che si continuerà ad occupare anche delle cure postoperatorie della piccola paziente».

L’ospedale di North Kinangop, con cui l’Aou Senese collabora da circa 10 anni in base a un progetto regionale, rappresenta una realtà sanitaria importante nel Kenya e, nel tempo, è riuscito a sviluppare discipline chirurgiche specialistiche, come l’otorinolaringoiatria, anche grazie al continuo sostegno dei medici toscani, sino a rendere possibile un intervento di notevole complessità, come l’impianto cocleare, effettuato in Italia solo nei centri specializzati. «Il sorriso di Rita e dei familiari, le sue prime parole, i tanti amici e collaboratori locali con cui condividere giornate di lavoro gratificante e sereno, le chiacchiere la sera con suor Noberta e Don Sandro che sono i referenti dell’ospedale keniota – conclude Mandalà – hanno riempito le nostre giornate e creato legami forti e duraturi sui quali creare una cooperazione sanitaria e umanitaria ancora più solida».

I medici senesi hanno inoltre effettuato numerose visite e consulenze e il dottor Mandalà ha avviato una proficua collaborazione con l’Università di Nairobi.

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