Derrick Coleman, il primo giocatore sordo al Superbowl

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Domenica l’appuntamento sportivo che ferma l’America: il Superbowl. In campo Denver Broncos e Seattle Seahawks. E, con una storia che sembra una favola, un giocatore sordo

di Eduardo Lubrano

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La XLVIII edizione del Superbowl, la finale del campionato di football americano che si giocherà domenica 2 febbraio – con previsioni di temperatura sottozero – tra Denver Broncos e Seattle Seahawks, avrà tanti motivi di interesse.

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Si gioca allo stadio MetLife di East Ritherford nel New Jersey; si affronteranno due quarterback diversi in tutto. Quello di Denver è una leggenda: Payton Manning, 37 anni e quattro titoli vinti (nessun quarterback come lui) contro Russell Wilson, 25 anni, l’emergente molto bravo.

I Denver Broncos sono una delle squadre più famose della NFL ed hano vinto due Superbowl; i Seattle Seahawks sono alla loro seconda finale (la prima nel 2005 l’hanno persa) e sono di proprietà del co-fondatore della Microsoft,Paul Allen.

Ma soprattutto nella squadra di Seattle, gioca, col numero 40 in posizione di fullback, un ragazzo di 24 anni che viene da Los Angeles e che si chiama Derrick Coleman. E’ sordo. E lo è da quando ha tre anni a causa di una malattia congenita. Ma la sua passione per lo sport e il sostegno dei genitori lo hanno sempre convinto ad inseguire il suo sogno di diventare un giocatore di football. Certo quando era a scuola, con l’apparecchio acustico ne ha subite di tutti i colori:”Quattro orecchie” lo canzonavano i compagni; “Sei una causa persa” gli dicevano gli allenatori. Finito il liceo con ottimi voti, Coleman è approdato alla prestigiosa UCLA (University California of Los Angeles) dove con 19 touchdown (mete) in due anni e mezzo, nel 2011 si è offerto alle scelte delle squadre professionistiche a giugno. Ma nessuno lo ha voluto.

Tornato a lavorare a Fullerton la città del liceo come vice allenatore della squadra della scuola, dopo qualche mese è stato chiamato da Minnesota per una prova che però è durata solo fino all’aprile del 2012. Tagliato da Minnesota però è arrivata la chiamata dei SeaHawks di Seattle che un pò alla volta lo hanno inserito nella prima squadra.

Oggi il problema della sordità non lo limita più, tanto che nelle interviste e in un video pubblicitario – con 8,5 milioni di visualizzazioni su Youtube – cerca di spiegare come faccia a giocare : “Se un gioco cambia all’ultimo momento il quarterback si gira verso di me e mi fa leggere il labiale”; cosa prova negli stadi tracolmi :“Sento i tifosi, non mi danno fastidio, ma so che urlano forte”. e soprattutto la sua filosofia fuori e dentro il campo. “Non puoi usare il tuo problema come una scusa. Se lo fai non potrai raggiungere il tuo sogno”.

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