Seoul, due sacerdoti sordi insieme per presentare “l’handicap, dono di Dio”

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Un incontro nella capitale coreana è l’occasione per lanciare la biografia di p. Cyril Axelrod, sordo dall’infanzia e cieco dal 2000, che nel corso della sua vita ha costruito la Missione cattolica per i sordi aprendo scuole in tutta l’Asia. Insieme a lui p. Park Min-seo, l’unico sacerdote sordo di tutto il continente: “Il nostro problema non è nulla in confronto alla croce di Cristo, ma è un modo per mostrare al mondo la gloria di Dio”.

di Joseph Yun Li-sun

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Essere sordi “non è nulla in confronto alla croce che ha portato Gesù. Ma ognuno di noi ha una croce personale, e l’handicap può divenire un altro modo per mostrare al mondo la gloria di Dio”. Con queste parole p. Cyril Axelrod (v. foto), sacerdote di 71 anni sordo dall’infanzia e cieco dal 2000, ha aperto ieri l’incontro che si è svolto a Seoul per presentare la sua biografia. Insieme a lui c’era p. Park Min-seo, 38 anni e sordo a sua volta, che lo ha aiutato a salire le scale della cattedrale Hangang, a Inchon-dong.

Il testo presentato ieri si intitola “Padre Cyril Axelrod” e racconta la vita del sacerdote e la nascita della Missione cattolica per i sordi, da lui portata avanti nel corso della vita. A tradurla in coreano proprio p. Park, che ha sempre considerato il confratello un esempio e uno stimolo a vivere l’handicap come un dono di Dio.

Durante la presentazione – intitolata “Ci sono cose da fare nel mondo, anche per me!” – i due sacerdoti hanno raccontato il loro primo incontro, avvenuto nel 1997: “Quando ho visto Park per la prima volta ho sentito felicità, speranza ed eccitazione. Sapevo che avrebbe potuto fare un grande lavoro per i sordi della Corea del Sud, e così è stato. Un grande miracolo”. “P. Axelrod – ha detto il sacerdote coreano – è stato sempre un uomo umile e pacifico. Grazie a lui ho capito che il mio sogno di divenire prete poteva divenire reale. Quando ho saputo che aveva perso anche la vista mi si è spezzato il cuore”.

Il p. Axelrod nasce nel 1942 da una famiglia di ebrei ortodossi del Sud Africa. La sua vocazione incontra due grandi ostacoli: da una parte la sordità, che esplode quando ha 3 anni a causa della sindrome di Usher (che gli porta anche una graduale cecità, totale dal 2000); dall’altra l’opposizione della sua famiglia e della sua comunità religiosa. “Dopo essermi convertito e aver scelto di divenire sacerdote redentorista ho detto ai miei amici di infanzia che sarei stato un ‘rabbino cattolico’. All’inizio non ho avuto molto sostegno, ma con il tempo hanno capito”.

La missione di p. Axelrod si concentra sin dall’inizio sulla pastorale per i sordi. Nonostante l’apartheid apre una serie di scuole per gli ipo-udenti di tutte le razze e lancia dei centri per l’inserimento nel mondo del lavoro. Da lì inizia un’opera impressionante che lo porta nelle Filippine, a Singapore, a Hong Kong, Macao e in Corea del Sud. Nel 1997 incontra il giovane p. Park durante un incontro all’università Gallaudet, a Washington, nata per inserire i sordi nel mondo dell’arte.

Ad oggi nel mondo cattolico operano solo 15 sacerdoti non udenti. Di questi l’unico asiatico è proprio p. Park, mentre il suo mentore è l’unico al mondo cieco e sordo a continuare nella sua missione evangelizzatrice. In un articolo scritto per presentare la visita di p. Axelrod in Corea, p. Park scrive: “Gli handicap sono stati visti da questo sacerdote come un dono, e lui riesce con la sua testimonianza a trasmettere l’amore di Dio anche per chi non si sentiva amato. È un grande apostolo di pace e di speranza, in modo particolare per coloro che pensavano di non avere più nulla”.

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