Disabili per un giorno a Dublino

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Tre giovani dublinesi hanno deciso di fare a meno di vista, udito e mobilità per una giornata intera. Lo scopo era godere della loro città da una prospettiva diversa, quella del disabile, troppo spesso trascurata. Christine, completamente bendata, si è resa conto, ad esempio, di quanto sia difficile utilizzare i servizi touch-screen dei distributori nelle stazioni di trasporto.

di Letizia Orlandi

gua-non-vedo-non-sento-non-parlo-1Senza contare quanto siano indispensabili quelle “bolle” sull’asfalto che informano i pedoni non vedenti dell’imminente incrocio stradale – escamoutage da sfruttare anche in prossimità di scalinate in luoghi pubblici.  Mick, munito di cuffie industriali, ha compreso la frustrazione di un non udente nel trattare con il personale dei negozi, completamente incapace di comunicare direttamente con lui. Sfinito, infine, Clarke, deciso a vivere un giorno in carrozzina. Segnaletica stradale incomprensibile, percorsi bloccati e strade acciottolate, non un negozio pensato alla sua misura o all’inevitabile lentezza nello spostarsi. In Irlanda, sono 600 mila i disabili che tutti i giorni convivono con simili difficoltà, secondo gli ultimi dati Census.

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