Sordo e tennista, l’incredibile storia di Duck Hee Lee

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Vi raccontiamo una storia straordinaria. Duck Hee Lee è un 14enne tennista coreano che sta scalando la classifica Itf under18 a grandi passi. La particolarità è la sua sordità, e tutto ciò che ne deriva…

di MATTEO VENERI

 Duck Hee è sordo
Duck Hee è sordo

Duck Hee Lee è un giovane tennista, ha 14 anni (nato il 29 maggio 1998) e viene da Jecheon City, una cittadina di 130.000 abitanti in Corea del Sud. Nella classifica mondiale Itf under18 si aggira attorno alla posizione n°70 nonostante la sua giovanissima età. Un giovane senza dubbio da tener d’occhio, ma dov’è la straordinarietà? Duck Hee è sordo. Già avete capito bene, è un giocatore di tennis nonostante il suo problema uditivo.

Nato totalmente sordo Lee può sentire solo le vibrazioni, ma non riesce a sentire le chiamate dei giudici di linea oppure ciò che dice l’arbitro e deve fare affidamento esclusivamente ai loro gesti delle mani, o cercare di capire qualcosa di ciò che succede attorno a lui.

Quando aveva 12 anni vinse il prestigioso torneo Eddie Herr a Bradenton, in Florida, e quest’anno si è qualificato per gli Australian Open Juniores. Dopo aver passato le “quali” Lee ha vinto al primo turno, ma si è poi arreso al secondo round contro il cileno Christian Garin, che è tra i più forti juniores del mondo, per 6-3 6-3.

Ovviamente per Lee il problema più grande è la comunicazione. Fuori dal campo ha imparato a leggere le labbra quando parla con i suoi amici e con il suo allenatore, Hoon Park-Kyung, e risponde loro in coreano, senza utilizzare il linguaggio dei segni. Sul campo le cose però non sono affatto semplici, anche perchè Lee non ha tutta questa voglia di attirare attenzione su di sè.

Il 14enne coreano non sente le chiamate dei giudici di linea e dell’arbitro e quindi lui semplicementecontinua a giocare durante lo scambio, finchè gli altri non si fermano. Durante i suoi match più volte Lee è costretto a ripetere il punto perchè non sente l’avversario che chiede un paio di secondi di tempo in più tra un punto e l’altro oppure non sente l’arbitro richiamare il pubblico a causa del movimento e del rumore.

Un grande vantaggio per i tennisti è sentire la pallina come “esce” dalle proprie corde oppure da quelle avversarie, per intuire la velocità e gli eventuali effetti del colpo. Lee però sostiene che sia un vantaggio non sentire tutto ciò, per non farsi distrarre.

Il suo obiettivo è concludere il 2013 tra i primi 10 del mondo under18 e in futuro diventare il numero 1 del mondo tra i pro. Stiamo però certi che più diventerà famoso più ne sentiremo parlare di questa storia, e non è una storia qualunque, ma una storia.. un pò speciale.

da TennisTeen

http://www.tennisitaliano.it/

 

 

 

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