Rivoluzione Toyota: le emozioni della musica passano per le mani

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Sfere multimediali regalano stimoli tattili e visivi una tecnologia che permetterà ai non udenti di seguire i concerti di Bollani e Fresu a Umbria Jazz

di Andrea Andrei

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Provare l’emozione della musica dal vivo, avvertire le vibrazioni in grado di colpire le corde più profonde dell’anima non è più una questione per chiha il privilegio di avere l’udito.

Perché oggi la strada che va dagli strumenti musicali al cuore non ha più bisogno di passare dalle orecchie. E anche chi è sordo può godersi appieno un concerto. In Italia è già accaduto, lo scorso 29 maggio a Torino in piazza Vittorio Veneto in occasione dello show di Francesco Bearzatti al Torino Jazz Festival, e accadrà di nuovo, domenica 12 luglio nella cornice di Umbria Jazz a Perugia. Lì anche i non udenti potranno assistere alle performance di Stefano Bollani e della Paolo Fresu Bass Bang. Come? Grazie alla tecnologia Toyota Sensitive Spheres.

Si tratta di sfere multimediali e interattive che vibrano e assumono diverse colorazioni in base alle note musicali suonate dagli artisti sul palco. Quelle note diventano stimoli tattili e visivi che riescono a offrire ai sordi la possibilità di sentire le frequenze degli strumenti a cui le sfere sono collegate. Questa esplosione di musica, vibrazioni e colori dà vita all’esperienza del Toyota Sensitive Concert, show estremamente coinvolgente per tutto il pubblico, senza distinzioni fra chi ha il dono dell’udito e chi no.

Il progetto è nato in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi, e sono stati proprio i non udenti a comunicare, dopo il primo esperimento di Torino, il loro parere riguardo alla performance. In vista del concerto di Bollani e Fresu a Umbria Jazz, che si terrà presso l’Arena Santa Giuliana di Perugia, Toyota ha ulteriormente migliorato le Sensitive Spheres, implementando una nuova interfaccia di controllo, il “sound control”, che rende le sfere ancora più interattive: attraverso una manopola, è possibile comandare i dispositivi, selezionando quale strumento o quale tipologia di strumenti far riprodurre.

Con una piccola rotazione, la sfera cambia immediatamente colore e vibrazione. Nel 2009 in Italia fu tentato un esperimento simile, dal titolo “Sosteniamo le mani”, al quale partecipò il cantautore Eugenio Finardi. Allora però gli strumenti erano molto più “artigianali”, e al posto delle sfere c’erano dei palloncini. Ora si può contare invece su soluzioni hi-tech, come appunto quella proposta da Toyota. Più recente invece il progetto del compositore olandese Kyteman in collaborazione con Vodafone, che nel 2014 ha riadattato il brano Stay with me di Sam Smith per una 19enne non udente, Vera van Dijk.

In quell’occasione la ragazza, che dalla nascita è in grado di percepire solo alcuni suoni, aiutò il compositore a realizzare una versione della canzone con un’orchestra di diciotto elementi che potesse essere godibile anche per una persona con limitate capacità uditive. Il concerto si è tenuto davanti a 400 persone, e sembra che sia stato un vero successo.
D’altronde come lo spettacolo a Torino, dove con le mani appoggiate sulle sfere luminose c’erano anche tante persone che non hanno il problema della sordità.

«Abbiamo la volontà di utilizzare la nostra mission della Human Innovation concretamente a favore di tutti i cittadini, nessuno escluso», fanno sapere dall’azienda automobilistica giapponese. «È per questo che, dopo aver ascoltato le esigenze dei sordi, da sempre tagliati fuori dall’emozione dei concerti di musica, abbiamo deciso di scendere in campo e agire».

C’è da vedere se questi esperimenti possano portare veramente a superare le barriere di certi handicap. Certo, in molti sosterranno che ascoltare un concerto dal vivo e “percepirlo” soltanto non sia la stessa cosa. Ma se è vero (come è vero) che la musica è un linguaggio universale, soluzioni come questa servono a renderla ancora più alla portata di tutti.

http://motori.ilmessaggero.it

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