L’incidente stradale diventa privatizzato. Il governo prepara l’ausiliario dei rilievi

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Sostituirà le forze dell’ordine. Ma la chiamata diventa a pagamento. Per poter indossare la “pettorina”: sei mesi di formazione e l’abilitazione del Viminale. La bozza di legge all’esame del Cdm prevede il loro intervento solo in assenza di feriti
di FABIO TONACCI

Nubifragio su Roma FOTO PROTO

C’È UN NUOVO AUSILIARE del traffico in città. Un privato senza divisa ma con pettorina fluorescente, che potrà intervenire su chiamata dei cittadini. Non si occuperà di parcheggi e strisce blu, ma di fare i rilievi degli incidenti stradali non gravi: quelli con danni solo per le auto e senza feriti, ma dai quali puntualmente nascono liti tra cittadini che impegnano per ore le pattuglie di polizia.

Potrà anche segnalare eventuali infrazioni al Codice della strada, e quindi di fatto, multare. È una figura prevista all’articolo 6 del disegno di legge sulla razionalizzazione della spesa pubblica, di cui si è iniziato a discutere ieri nel Consiglio dei ministri. La logica è semplice: alleggerire il lavoro degli organici già ridotti delle forze di polizia. Sì, ma come?

Gli ausiliari piomberanno sul luogo in pochi minuti, prima di quanto farebbe una normale pattuglia di fronte alla chiamata per un incidente senza feriti: pettorina colorata, il metro in una mano, la macchina fotografica nell’altra, eseguiranno i rilievi sulla posizione delle auto e scatteranno le foto della scena, nonché delle frenate eventuali. Poi stileranno un rapporto, che finirà alle assicurazioni per il risarcimento dei danni. Se questi “vigili senza divisa” si accorgeranno che qualcuno è passato con il rosso o non ha rispettato una precedenza, segnaleranno il fatto alla Municipale. In ogni caso dovranno informare la polizia di quanto fatto. E si impegneranno anche a regolare il traffico prima che i veicoli incidentati sgomberino la strada.

Naturalmente appariranno soltanto se chiamati: da uno dei conducenti coinvolti, nei casi in cui non riescano a mettersi d’accordo sulla dinamica. E il loro intervento avrà dei costi, ancora da definire, “che – si legge nel testo del ddl di cui si tornerà a parlare lunedì, nel prossimo Consiglio dei ministri – sono interamente a carico dei richiedenti”.

Per diventare ausiliario, però, non basta la buona volontà. Bisogna essere maggiorenni, avere seguito un corso di formazione di sei mesi ed essere abilitato dal Viminale. Le imprese, le associazioni e gli enti da cui dipenderanno devono essere autorizzate dalle prefetture e seguire un disciplinare sulle uniformi e sui veicoli da utilizzare per raggiungere il posto di un incidente. “Resta salva la possibilità per gli interessati – recita il ddl – di chiedere l’intervento degli organi di polizia stradale quando emergano lesioni personali”.

Fin qui la norma, che è a un passo dall’ok definitivo. Ora però le domande. Lascia un po’ perplessi, per esempio, la possibilità che tali imprese possano sottoscrivere convenzioni con le compagnie assicurative. Chi garantisce che l’ausiliario legato in qualche modo all’assicurazione di uno dei conducenti sia del tutto imparziale? “Gli atti del privato in questo caso valgono come quelli pubblici – osserva Luciano Mattarelli, presidente dell’Associazione polizia locale d’Italia – chi fa il furbo rischia di essere incriminato di falso”. Altre domande: cosa succederà se i conducenti chiamano due ausiliari diversi? Quale delle due relazioni avrà valore in sede di risarcimento? “E ancora – aggiunge Mattarelli – immaginiamo quali reazioni può scatenare un privato cittadino, anche se con la pettorina da ausiliario, che fa la multa a un altro privato. Nasceranno ricorsi ai giudici di pace e liti tra automobilisti”.

Gli aspetti più problematici dell’introduzione di questa nuova figura saranno oggetto di decreti ministeriali attuativi, che – se il ddl verrà approvato dal Parlamento – non arriveranno prima di un anno. Per ora, a fronte dei tre milioni di incidenti denunciati ogni anno alle assicurazioni, resta il problema della Stradale, dei Carabinieri e dei Vigili Urbani che devono limitare gli interventi inutili. Dei 3 milioni, infatti, quelli con lesioni ai conducenti e con morti sono stati 184.500 nel 2012, per fortuna in diminuzione rispetto all’anno precedente. “Ma è proprio necessario creare nuove figure – si chiede Giordano Biserni, presidente dell’Associazione nazionale amici sostenitori della polizia Stradale – quando mancano da anni più di 2.000 agenti nell’organico? Oltretutto gli ausiliari non faranno recuperare personale, lo abbiamo visto già quando fu delegato il servizio delle scorte ai trasporti eccezionali: sulla carta si dovevano recuperare 35.000 pattuglie, ma così non è stato. Si sta privatizzando troppo”.

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