Covid, in crisi anche l’assistenza domiciliare ai disabili: la storia di due anziani a Perugia

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In tempi di Covid a Perugia va in crisi anche l’assistenza domiciliare ad anziani e disabili.

La storia è quella di Carlo Giacchè e sua moglie. “Per qualche linea di febbre, tra l’altro subito scesa e risolta, mia moglie è rimasta per giorni senza assistenza domiciliare. Questo a scopo precauzionale. Dicono”. Giacché, disabile al 70%, vive con la moglie affetta da sclerosi multipla. Due persone anziane costrette a fare i conti con patologie gravi e con i problemi che il quotidiano impone ora aggravati dall’emergenza sanitaria. Giacché denuncia, infatti, che per motivi precauzionali da una settimana non riceve la quotidiana assistenza domiciliare alla moglie assicurata da una cooperativa sociale. Per lui è un problema, proprio perché non ce la fa a reggere il peso della situazione.

Con loro c’è il figlio, non sempre presente per motivi di lavoro. “Alla comunicazione della febbre la cooperativa ha richiesto un certificato di negatività per poter riprendere il servizio”, specifica. “Ma mia moglie è subito guarita – precisa Giacché -. E il medico, interpellato, specifica che non è quindi necessario fare il tampone”. Da qui l’ulteriore richiesta della cooperativa: “Allora serve un certificato medico che ci garantisca dall’assenza di Covid”. Ma il medico, a sua volta, risponde di non essere autorizzato a tale rilascio.

La situazione entra in una fase di stallo. E a farne le spese sono i due anziani in difficoltà

 

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