La storia di Valentina e del Concerto all’Arena di Verona, pagato e impossibile da vedere

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Valentina Tomirotti è una giornalista, ed è anche una persona con disabilità che ha voglia di assistere a un concerto all’Arena di Verona. Compra il biglietto, ma il concerto non lo può vedere.

di Rocco Berardo

La sua colpa è quella di essere in carrozzina e, a differenza del pubblico che si può alzare dalle sedie previste e assegnate nell’Arena, non poter saltare anche lei al ritmo di musica.

Costretta a vedere le schiene degli altri, si rivolge allora a un giudice per costringere Fondazione Arena di Verona e Vivo Concerti s.r.l. a cessare immediatamente la condotta discriminatoria e ad adottare soluzioni tecnico-organizzative all’interno dell’Arena di Verona affinché anche le persone con disabilità possano fruire degli spettacoli e dei concerti come tutti gli altri spettatori, il che attualmente non è possibile in quanto durante gli spettacoli di extra-lirica le persone si alzano in piedi e tolgono la visuale alle persone con disabilità che si trovano nelle ultime file, e comunque per vedersi restituito il prezzo del biglietto, se non riconosciuta una discriminazione e quindi un conseguente risarcimento. Purtroppo, martedì 19 maggio 2020, il Tribunale di Mantova le nega ogni ragione su tutte le domande. Ne dà notizia lei stessa dalla sua pagina personale su facebook:

Credevo che negare l’evidenza dei fatti fosse impossibile, che giustizia fosse un cardine del nostro Paese. Credevo che anni di lotte sulla strada dell’inclusione avessero costruito tesori da preservare.
Ho avuto troppa fiducia: ieri il tribunale di Mantova ha rigettato la sentenza per la causa di condotta discriminatoria condannandomi a pagare 5 mila € di spese processuali che non so dove andare a prendere. Ho subito il danno, ho pagato un biglietto per niente e un giudice ha sentenziato che ad un concerto è importante sentire. Ringrazio l’avvocato Alessandro Gerardi dell’Associazione Luca Coscioni per il supporto legale gratuito.
Il problema non è risolto, la sentenza è pubblica, ma la discriminazione perpetua.

Come lei stessa ricorda, come Associazione Luca Coscioni, attraverso l’Avv. Alessandro Gerardi, membro del consiglio generale, le abbiamo dato supporto legale in questa vicenda, ma il giudice non solo non le riconosce i diritti che pure appaiono evidenti, ma addirittura la condanna al pagamento delle spese legali.

Pubblichiamo qui la sentenza davvero singolare, del giudice del Tribunale di Mantova. Ma vogliamo soprattutto dare una mano a Valentina che nel frattempo ha aperto una raccolta fondi per pagare le ingenti spese legali delle controparti: 5000 euro.

Come possiamo aiutare Valentina?

Nello pagina “Fai una donazione” dell’Associazione Luca Coscioni scegli la causale “diritti dei disabili” e versa il tuo contributo entro il 7 giugno 2020, lo gireremo a supporto delle spese che Valentina dovrà affrontare e magari per decidere insieme a lei di appellare la sentenza di primo grado.

 

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