“Se sei disabile il taxi lo devi chiamare un giorno prima”

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Giornata pianificata con 24 ore d’anticipo. Se non è accompagnato, un disabile non può concedersi cambi di programma, non saprebbe come muoversi. Prendere un taxi? Impossibile.

letizia tortello

Uno dei mezzi attrezzati. Esistono solo cinque auto attrezzate per il trasporto della carrozzina dei disabili
Uno dei mezzi attrezzati. Esistono solo cinque auto attrezzate per il trasporto della carrozzina dei disabili

Non si trova un mezzo attrezzato per il trasporto in carrozzina, senza preavviso. Per giunta, le auto sono pochissime: esistono solo 5 vetture bianche in tutta la città, attrezzate per il servizio ai disabili in carrozzina. Appartengono al 5730, ma sono insufficienti per la grande richiesta.

Le tariffe  

E la tariffa è un salasso: un forfait di 25 euro, che si debba percorrere un chilometro o molti di più. Il conto può salire a «35 euro, se si deve andare da un capo all’altro della città, da periferia a periferia», spiegano le centraliniste al telefono, a chi chiede informazioni. Il 5737 non ha, invece, mezzi da impiegare. Un’odissea muoversi senza preavviso, un ulteriore handicap per quelli come Gabriele Piovano, portatore di spina bifida: «L’altra sera, volevo tornare a casa a mezzanotte, non avevo prenotato e mi hanno detto che non potevano mandarmi l’auto». Nella vita programmata «l’utilità del taxi – continua Piovano – da chiamare all’ultimo minuto per i disabili non esiste».

Il 5730 si difende: «Al momento, possediamo poche auto, abbiamo bisogno di pianificare le corse per garantire un servizio certo, le 24 ore di anticipo sono necessarie», chiarisce il presidente Davide Avanzi. Sul tema, la Consulta per le persone in difficoltà, di cui Gabriele è vicepresidente, mette le cose in chiaro: «Non ha alcun senso che il viaggio sulla auto bianca sia calcolato con il forfait – dice -, non è regolare. Invitiamo la cooperativa a ripensarci, applicando la tariffa con tassametro. Siamo pronti a continuare la battaglia, non siamo passeggeri di serie B». Tutt’altro: «Siamo persone normali, che spendono non vedo perché dobbiamo pagare di più».

All’avanguardia

Gianni Ferrero, direttore della Cpd, aggiunge: «Se Torino fino a 5 o 6 anni fa era all’avanguardia sul fronte dei trasporti, oggi siamo gli ultimi. Non esiste da nessun’altra parte, solo a Torino non ci sono i taxi accessibili». La lotta della Consulta si muove anche nella direzione di fornire un servizio ai turisti, che arrivano a Torino. «Inaugureremo mercoledì l’Egizio, meraviglioso e super accessibile – continua Piovano – , i musei in generale hanno abbattuto le barriere. Ma quando un disabile sbarca a Caselle o a Porta Nuova non sa come muoversi». I dati parlano di circa 20 mila persone con disabilità, tra ciechi, sordi, disabili motori e anziani, che transitano per l’aeroporto ogni anno, 10 mila tra Porta Nuova e Porta Susa. Di questi, una parte sono disabili motori. La domanda di un trasporto aperto a tutti non manca. Se ne sono accorti gli stessi tassisti, che infatti venerdì hanno incontrato la Cpd: «E’ aumentata la richiesta, soprattutto la sera e durante le partite di calcio. Predisporremo più auto – spiega Davide Aimone Cat, amministratore delegato del 5737 -, entro qualche settimana avremo un furgone con pedana, che sarà di proprietà della cooperativa e metteremo a disposizione dei soci. Sappiamo di essere in ritardo, ma stiamo correndo ai ripari». La speranza è di arrivare «entro fine giugno a cinque mezzi attrezzati. Ci rendiamo conto che è un’esigenza impellente». Per aggirare l’handicap della prenotazione «ci vorrebbero 30-40 auto in circolazione – puntualizza Avanzi –, speriamo di attivare una sovvenzione regionale per acquistarle». Le due cooperative sono anche al lavoro per limare i costi: «Stiamo trattando con i sindacati, per creare una tariffa dedicata ai disabili, che utilizzi però il tassametro». Intenzioni che, si vedrà nei mesi più caldi per i trasporti, tra Sindone e grandi eventi, se si trasformeranno in fatti.

http://www.lastampa.it/

 

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