Haiti, dall’inferno alla speranza grazie all’aiuto dei nostri volontari

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Cinque anni fa l’inferno: era il 12 gennaio e le lancette segnavano le 16.53. Il cuore di Haiti iniziò a tremare. Un terremoto spaventoso, di magnitudo 7, spazzò via interi villaggi, provocando oltre 220mila morti, milioni di sfollati, migliaia di orfani. Cinque anni dopo l’isola cerca di rialzare la testa. E lo fa ripartendo da quei bambini che vagavano fra le macerie, soli. Sos Villaggi dei Bambini, attiva ad Haiti dal 1978, aprì loro le sue porte.

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«La più grande sfida è stata quella di trovare un modo per accogliere tutti gli orfani – spiega Celigny Dario, direttore nazionale dell’associazione -. Abbiamo costruito case temporanee. Era fondamentale assicurare che, ove possibile, i bambini venissero reinseriti nelle loro famiglie di origine. Dei 400 bimbi che sono arrivati a Santo, si è scoperto che 106 avevano ancora parenti in vita. E di quelli che non potemmo riunire alle loro famiglie, 43 vennero accolti nei nostri Villaggi Sos. Avevamo affittato anche delle case a Port-au-Prince e a Les Cayes». Oggi l’emergenza continua: dopo il terremoto, l’isola è stata colpita anche da due uragani e dal colera. Circa 200mila persone e 100mila bambini non hanno cibo, oltre 100mila haitiani vivono ancora in 172 campi per sfollati. Sos Villaggi dei Bambini ha aperto così il terzo villaggio: dopo i centri di Santo, vicino alla capitale, e di Cap-Haïtien, il nuovo presidio è a Les Cayes, a Sud, e può accogliere 135 bambini. Si è puntato molto anche sull’istruzione, permettendo la costruzione e ristrutturazione di otto scuole. A Santo più di 300 ragazzini tra i 6 i 15 anni frequentano la scuola-comunità Sos mentre nelle zone rurali proseguono campagne di alfabetizzazione e formazione (per informazioni SUL WEB www.sositalia.it). (A destra, bambini assistiti dalle Ong italiane, foto di Stefano Guindani  / ©SGPid 94847)

Anche la Fondazione Francesca Rava – Nph Italia Onlus – non dimentica Haiti. Padre Rick Frechette, medico in prima linea e maratoneta, da 28 anni direttore di Nph Haiti, lancia un appello per aiutare i bambini che ancora oggi hanno bisogno di cure mediche, di un tetto, di cibo e di istruzione. La sua organizzazione umanitaria dà lavoro a 1.600 haitiani e assiste un milione di persone l’anno con tre ospedali. Fra i numerosi progetti portati avanti in questi cinque anni con il supporto dei volontari della Fondazione Francesca Rava, è stato realizzato anche un reparto di Maternità e Neonatologia all’ospedale S. Damien, sono state costruite case per 200 famiglie, sono stati creati un laboratorio di carpenteria leggera, un pastificio, un laboratorio di burro d’arachidi e un allevamento di pesci tilapia.

Tre panetterie sono state allestite grazie ai container arrivati dall’Italia. E poi ancora scuole, la Baby House Saint Anne – per 37 bambini da 0 a 5 anni -, il kindergarten per 200 bimbi, una scuola media per 1.600 alunni, la scuola per bambini sordi e ciechi Saint Joanne Margaret e quattro elementari. Per riuscire a sostenere i numerosi progetti è stata lanciata una nuova campagna di adozioni a distanza e di raccolta fonti: con 10 euro si potrà donare un mattone per Fors Lakay e con 15 euro una visita neonatale (www.nph-italia.org).

http://www.ilgiorno.it

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