“Dopo di noi”: è in discussione presso la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati

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Nella passata Legislatura la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputatisi era arrivata ad un Testo Unificato, ma non si era poi trovata l’intesa con il Bilancio.

parlamentoDa notizie pervenute pare che ripartono, oggi mercoledì 11 giugno 2014 in Commissione, le discussioni sulle proposte di legge relative a “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone affette da disabilità grave prive del sostegno familiare“.

Si tratta di tre testi accomunati da uno stesso obiettivo ed offrire risposte omogenee a livello nazionale a tutte le persone con disabilità, o di limitata autonomia, che non possano contare o possano contare solo sul supporto familiare.

Ora dopo modifiche la Commissione è determinata alla soluzione per creare un livello di assistenza e garantire a tutto il mondo della disabilità diritti omogenei sul famoso “dopodinoi”, soprattutto del “durante” :

http://it.radiovaticana.va/storico/2012/12/05/si_celebra_oggi_in_italia_la_giornata_della_salute_mentale/it1-644962

Tra le misure proposte, c’è l’istituzione di un apposito Fondo concesso ai contribuenti di disporre la devoluzione del cinque per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.

Il Fondo servirebbe a finanziare diverse tipologie di programmi di intervento, anche in considerazione delle risorse e delle esperienze esistenti sul territorio, grazie ad associazioni, famiglie e terzo settore ed una. norma che vincoli il Governo a definire i Leps (Livelli essenziali prestazioni sociali) e a fissare i requisiti strutturali ed organizzativi delle strutture residenziali.

Inoltre, pare, siano allo studio agevolazioni per la sottoscrizione di contratti di assicurazione, laddove questi siano finalizzati alla tutela delle persone beneficiarie degli interventi previsti dalla legge ed agevolazioni fiscali per le erogazioni liberali disposte per sostenere i programmi di intervento.

Fino ad oggi, pare ,che siano numerose le iniziative private, sempre mosse alla ricerca di fondi per finanziare eventuali strutture da parte di Fondazioni Bancarie , Istituti Finanziari od altro per il ricovero di persone di diverso genere, ma con l’incertezza della possibilità di una lunga definitiva ospitalità, in quanto il tutto si basa sulla disponibilità economica del soggetto.

A dirimere le perplessità e le preoccupazioni da molti sollevate circa il futuro dei “malati” portatori di limitata autonomia (quali invalidi civili totali e parziali , sordomuti , ciechi o malati psico-fisici che non hanno redditi personali o se ne hanno sono di modesto importo), la costituzione di unFondo Speciale Economico Unico, (dopodinoi), auspicato ed atteso da parte dei familiari e da noi richiesto da lungo tempo alle Istituzioni con n/ s Petizioni , per tutelare l’avvenire di questi soggetti di limitata autonomia , che sono nelle famiglie, le quali ambiscono ad assicurare loro una possibilità di continuare a vivere in un contesto familiare (sperando sia tale come tipo casa-famiglia, comunità – alloggio ecc.).

La Petizione, fra altre richieste, tende e “suggerisce” alla possibile formazione di quel Fondo Speciale Economico Unico (DOPODINOI) al quale confluire quelle parti di patrimonio o risparmi che in eredità andrebbero ai loro familiari malati siano essi fisici (come sopra accennati) o psichici , naturalmente gestito da un Ente Pubblico.

La preoccupazione delle famiglie possono essere dettate dalla considerazione che il familiare possa essere “ammassato” con persone di patologie diverse, verosimilmente in contrasto con quelle di cui è affetto il proprio caro. Da ciò il desiderio e l’auspicio che egli possa continuare a vivere in quelle comunità che rispecchiano la famiglia composta, possibilmente da pochi utenti e qui dobbiamo dire un grande grazie  per quanto operano da lungo tempo gli Istituti Cattolici tipo Opera don Orione, don Guanella, Caritas ecc.

E’ vero che la legislazione italiana prevede il tutore, curatore, amministratore di sostegno che si assumono l’onere di amministrare i beni del malato , tuttavia l’Ente Pubblico potrebbe essere sempre operante ed attivo garantendo una continuità che la persona fisica non è in grado di garantire.

Per le persone povere, poi , in quelle particolari situazioni di malati psico-fisici sopra citati , incapaci di provvedere alle loro esigenze fondamentali di vita , è logico che intervengano le Istituzioni (Stato , Regioni , Province , Comuni ( comunque da definirsi) con l’erogazione di contributi finanziari da confluire in quel Fondo Speciale Economico Unico in modo da garantire il diritto di garanzia a tutti senza discriminazione.

Previte

http://digilander.libero.it/cristianiperservire

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