Disabilità, la birra non ha più segreti per i nuovi camerieri di Testecalde

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l progetto di Divella e Peroni per dare un’occasione lavorativa ai ragazzi con disabilità in un ristorante di Rutigliano, nel Barese. “Un salto di qualità dall’assistenza alla dignità”

di ANNA PURICELLA

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Dopo i primi timidi tentativi hanno imparato a spillare la birra con la giusta quantità di schiuma. Qualcuno ha già preso familiarità con il cambio del fusto, qualcun altro chiede di poter assaggiare un sorso. I ragazzi sono pronti. Tra poche settimane saranno al lavoro nel ristorante “Testecalde” di Rutigliano: da metà giugno serviranno ai clienti pizza, pasta e birra, ma soprattutto civiltà.

L’iniziativa promossa dalla cooperativa Dis  –  abilità e lavoro, con la collaborazione di Peroni, dell’azienda gastronomia pugliese Divella e della comunità di Sant’Egidio è rivolta a dieci giovani disabili pugliesi. “Il lavoro permette a queste persone un salto di qualità dall’assistenza alla dignità  –  sostiene Marco Pavani, responsabile delle relazioni istituzionali di Sant’Egidio  –  basta percorsi terapeutici, bisogna dire sì ai diritti di tutti. L’inserimento di persone con disabilità nel mondo della ristorazione non è un peso o un problema, ma un valore aggiunto e una grande opportunità per tutti”. 

La Puglia non è nuova al tema, da qualche mese al laboratorio urbano ExFadda di San Vito dei Normanni c’è XFood, che vive grazie alle energie di 32 diversamente abili della Provincia di Brindisi ora chef, camerieri e anche agricoltori, per garantirsi una parte di prodotti a chilometro zero. Le “Testecalde” di Rutigliano hanno una sorella maggiore a Roma, la “Trattoria de Gli amici” di Trastevere che da oltre dieci anni tenta un analogo discorso, sempre grazie alla comunità di Sant’Egidio.

I baresi hanno cominciato a prendere confidenza con fermenti, lieviti e bicchieri allo stabilimento Peroni di Bari, dove hanno seguito un workshop per la spillatura. “Questa è la realizzazione di un sogno, ognuno di noi ha delle possibilità che devono essere tirate fuori  –  ha detto il neuropsichiatra infantile della Asl Bari Cesare Porcelli  –  a volte fermarsi alla diagnosi è controproducente e ghettizzante”. La visita alla catena di produzione è stata d’obbligo, con i ragazzi incantati dalle bottiglie in fila, pronte per essere riempite ed etichettate. 

Presto si confronteranno con un centinaio di clienti da servire: “In fin dei conti siamo tutti Testecalde  –  sottolinea Luca Schiavone, ideatore del progetto con la cooperativa Dis  –  abilità e lavoro  –  Dobbiamo abbattere i pregiudizi, perché nel nostro ristorante si mangia bene, e si fa del bene. I ragazzi hanno competenze da utilizzare, per recuperare un posto nella società”. Birra Peroni li seguirà nella formazione, perché imparino un mestiere “con cui crescere e diventare autonomi”, ricordano Michele Tatone e Michele Cason, rispettivamente direttore vendite Sud Italia e direttore dello stabilimento barese

http://bari.repubblica.it/

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