Ecco come il disabile può lottare per i disabili

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di Ivano Abbadessa

change1Provate a immaginare un movimento femminista dominato da maschi, o un gruppo per i diritti civili dei neri composto da bianchi. Paradossi quasi impensabili che, però, sono la norma per molte delle campagne che riguardano le persone con disabilità di apprendimento. Spesso viste come mere percettrici di servizi e raramente impiegate come partner e combattenti alla pari per le cause che li riguardano. Per questo è nata Change. Un ente benefico inglese il cui obiettivo primario è quello di formare alla leadership coloro che hanno deficit di apprendimento. Per farlo utilizzano un originale modello detto di “co-working”. Attraverso il quale queste persone iniziano fin da subito a lavorare nei progetti che li riguardano su un piano di assoluta parità rispetto ai colleghi normodotati che li affiancano. E sono anche pagati con lo stesso compenso. Un metodo che – secondo gli ideatori – consente anche di risparmiare denaro nel lungo periodo grazie ai positivi impatti nella vita dei disabili. Che potranno essere impiegati per sostenere altre persone con le stesse difficoltà di apprendimento come lavoratori peer-to-peer.

http://www.west-info.eu/

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