I poveri ricchi disabili torinesi

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Straordinaria trovata del Comune di Torino per verificare il diritto all’ottenimento dei buoni taxi: l’Isee individuale. Una genialata dell’assessore Lubatti che contraddice norma e buon senso

Lettera firmata

taxi-disabiliDati i tempi di crisi imperante e la situazione poco rosea delle casse comunali, il Comune ha realizzato una delle più grandi invenzioni (truffa?) dell’ultimo secolo. L’ISEE individuale; ovvero uno speciale modello ISEE, che lo ricordiamo è normato ai sensi del D.P.C.M. 7 maggio 1999 n. 221, dove però non si tiene conto della situazione reddituale del nucleo familiare in cui il disabile vive, bensì del solo reddito del richiedente. L’idea, o meglio la genialata dell’Assessore alla viabilità Lubatti (lo stesso che a causa del fax mal funzionante nell’ufficio registrazione targhe ZTL di Via Cavour, ha lasciato che a ignari cittadini regolarmente autorizzati all’accesso in ZTL arrivassero multe in quanto lo loro targhe risultavano illeggibili e pertanto non inserite nel sistema informatico di controllo accessi della zona a traffico limitato), è quella di prescindere dalla disabilità dei richiedenti ma anche dal diritto già acquisito da chi da anni è in carico al Comune come stabilito dalle commissioni invalidi.

Ed allora come per magia i redditi dei portatori di handicap torinesi pur se pensionati o padri e madri di figli (che costano), raggiungono quelli di notai, avvocati, liberi professionisti, toccando vette assolute. Chi ha redditi da pensione di lavoro da 17.000 euro annui, una moglie a carico e un figlio disoccupato, per il Comune di Torino diventa un single o un vedovo inconsolabile con le tasche piene di grana. Inoltre in tali ISEE infatti vengono sempre richiesti i documenti delle normali dichiarazioni di reddito familiare, salvo poi assegnare anche gli immobili cointestati, i conti correnti cointestati al dichiarante, ma non tenendo conto delle spese a carico di coniugi, figli o altri soggetti presenti all’interno del nucleo e soprattutto dell’effettiva disabilità dei soggetti dichiaranti.

Naturalmente tutto contestabile e allora il Comune cosa inventa? Un presunto accordo con “alcuni CAAF territoriali” contenuti in una brochure che viene consegnata ai disabili allo sportello di Via San Marino, dove sarebbe stata stipulata la convenzione di accettazione di rilascio dell’ISEE individuale con riferimento alla fantomatica delibera comunale (che non viene citata nell’ISEE rilasciato) ma viene, dagli impiegati CAAF, precisato a voce!! “Mi raccomando signore, questo modello serve solo per il rilascio dei buoni taxi non lo usi per altro”, e ad ogni legittima contestazione gli impiegati ripetono fino alla noia.. non abbiamo scritto noi la legge, lamentatevi con l’assessore Lubatti”.

Intanto sull’ISEE consegnato ai miliardari disabili torinesi non vi sia uno straccio di riga che ne attesti l’uso limitato e nessun riferimento a nessuna deliberazione della giunta comunale, ma solo una furbesca riga in carattere 12 neretto, in cui si riporta: “IL VALORE DELL’ISEE DI PRESTAZIONE, NON COSTITUISCE A NESSUN TITOLO L’ISEE DEL NUCLEO FAMILIARE COME DEFINITO DALL’ART. 1-BIS DEL D.P.C.M. 7 MAGGIO 1999 n. 221”; e tutto questo appena sotto la riga in carattere 10 non in neretto che invece dichiara esattamente “dichiarazione resa ai sensi del D.P.C.M. 7 MAGGIO 1999 n. 221” !!!

Ad ogni buon conto per alcuni di questi fortunati soggetti disabili, il Comune mette a disposizione per un reddito ISEE (individuale) medio di 18.000 euro annui ben 5,50 euro per 15 corse mensili. Addirittura 85,00 euro al mese per questi fortunati disabili.

Ci piacerebbe sapere quanto risulta dall’ISEE individuale dell’assessore Lubatti e quale la spesa mensile di taxi e soprattutto se il loro utilizzo è proporzionato al complesso calcolo al quale sono soggetti gli handicappati torinesi.

http://www.lospiffero.com/

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