La Corte europea boccia l’Italia per le norme sul lavoro dei disabili

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Per la Corte di giustizia europea le misure adottate nel nostro Paese per favorire il lavoro dei disabili non offrono garanzie sufficienti.

La Corte di giustizia europea ha condannato l’Italia sulle norme e le misure messe in atto per agevolare il lavoro dei disabili. I giudici della Corte di Strasburgo infatti in una sentenza emessa giovedì mattina hanno ritenuto che l’Italia non abbia adottato tutte le misure necessarie per garantire un adeguato inserimento professionale dei disabili nel mondo del lavoro.

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Per questo motivo nello stesso provvedimento giurisdizionale la Corte dell’Unione Europea ha invitato il nostro Paese a porre rimedio a questa situazione nel più breve tempo possibile. L’Italia è stata condannata in particolare perché non si è adeguata alla normativa comunitaria stabilita anche attraverso altre sentenze della stessa Corte europea per la tutela giuridica dei disabili.

La normativa infatti prevede di proteggere da qualunque forma di  discriminazioni il disabile, imponendo al datore di lavoro di adottare provvedimenti efficaci e pratici ad esempio sistemando i locali, adattando le attrezzature e i ritmi di lavoro per consentire ai disabili di accedere a un lavoro e di svolgerlo. L’Italia era stata deferita perché accusata di non imporre a tutti i datori di lavoro l’obbligo di prevedere soluzioni ragionevoli applicabili a tutti i disabili per agevolare il loro lavoro, venendo meno all’obbligo di recepire correttamente e completamente le direttive del Consiglio europeo sulla parità di trattamento in materia di occupazione e condizioni di lavoro

 

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