Per Silvia quella dei musei è stata una notte da incubo

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La Notte dei Musei, un’occasione di cultura gratis per tutti, ma non per chi soffre di disabilità. Silvia Gioiosa, studentessa e lavoratrice, sabato 18 maggio voleva passare una serata normale. Per lei e la sua amica Ketty assistere alla mostra di Salgado all’Ara Pacis è stato impossibile. Loro possono spostarsi solo in carrozzina.

052313103927740_1324988038251_7944332_nNella Notte dei musei sono state in balia di mezzi pubblici su cui non potevano salire. L’odissea di Silvia è durata dalle 20:30 all’una meno dieci. Alla fine le due amiche hanno dovuto rinunciare. Silvia ha raccontato in rete (www.facebook.com/silvia.gioiosa) tutta la serata. Il suo post in pochi giorni ha fatto il giro del mondo, condiviso da oltre 2.000 utenti, e letto da decine di migliaia di persone in Italia, Spagna, Olanda. Un racconto efficace e  ironico, ma che non fa sconti.

La ragazza, tramite Metro chiede una cosa semplice: «Perché qualcuno del Comune non accetta qualche semplice consiglio per non farci sentire “disabili”?». Un esempio: «Le pedane meccaniche dei bus. Il 70% dei mezzi Atac ne è provvista, ma per quella che è la mia esperienza ne funziona una su 5. Gli autisti ci spiegano che si rompono per via delle buche, ci chiedono di non azionarle perché poi non rientrano. Basterebbe usare pedane in legno, come in molte città, da posizionare manualmente. Semplice ed economico».

Silvia ha ironizzato: «Notte dei Musei? Per me è stata quella dell’Atac. Ma questi disagi, purtroppo io e tanti altri li viviamo tutti i giorni».

(Paolo Chiriatti)

http://www.metronews.it

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