«Diversamente moda», da Napoli alle sfilate di Milano

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Disabili e giovani stilisti per produrre abiti Made in Italy. Ma il laboratorio di sartoria stenta a decollare

Progetto Diversamente Moda Anida Napoli
Progetto Diversamente Moda Anida Napoli

Giovani stilisti e persone con disabilità insieme per produrre abiti di alta moda a Napoli. Sembrava una sfida impossibile tre anni fa, eppure le collezioni di «Diversamente moda» sono approdate alla «settimana della moda donna» a Milano a fine febbraio, accanto ai grandi nomi del Made in Italy. Ma l’iniziativa della maison partenopea, promossa da Anida, Associazione nazionale italiana diversamente abili, stenta a decollare. «Abbiamo presentato il nuovo catalogo a una platea qualificata e preso contatti con le case di moda per possibili collaborazioni future – dice il presidente di Anida, Giuseppe Sannino – . Ci autofinanziamo ma, nonostante l’impegno e i riconoscimenti, non riusciamo ancora a creare una linea di produzione: occorre una formazione specifica per far acquisire abilità e competenze necessarie a lavoratori che vogliono creare in modo artigianale capi originali di alta moda».

FORMAZIONE PROFESSIONALE – Il progetto coinvolge circa 30 persone, due su tre con una disabilità sensoriale, motoria o intellettiva. Una squadra che ha ideato e cucito gli abiti, realizzato un primo catalogo e organizzato nel 2010 a Castel dell’Ovo una sfilata, con gli abiti indossati da modelle professioniste. Poi, l’anno scorso, un nuovo catalogo – quello presentato alla settimana della moda a Milano – che ha avuto come set fotografico il suggestivo scenario di Napoli Sotterranea. E sono arrivati i primi contatti con le aziende.

 

CREARE LAVORO –«Abbiamo trovato imprese disponibili ad appaltarci dei lavori perché hanno bisogno di sarti che sappiano cucire capi di alta moda, una nicchia di mercato che “tiene” nonostante la crisi – dice il presidente di Anida – . Avevamo avviato un confronto con le istituzioni locali, in particolare con la Regione: non chiediamo assistenza ma la possibilità di un’adeguata formazione professionale, anche grazie all’accesso ai Fondi europei, che permetta al laboratorio, nel giro di un paio di anni, di avviare una linea di produzione. Mentre discutevamo – continua Sannino – siamo stati sfrattati dalla nostra sede per una vecchia vertenza col Comune di Napoli».

 

DIGNITÀ E AUTONOMIA – È faticoso portare avanti il progetto, ma l’associazione non si arrende e trova un’altra sede. «Siamo riusciti a realizzare un nuovo catalogo che abbiamo presentato alla sfilata di Milano – ricorda il presidente di Anida – . Continuiamo a chiedere il coinvolgimento del mondo politico-istituzionale: del resto, la legge n. 68/99 riconosce il diritto al lavoro delle persone con disabilità». E i promotori di «Diversamente Moda» hanno dimostrato di saper lavorare. «Il lavoro restituisce dignità e rende autonomi – sottolinea Sannino – . Non si può sprecare così, in un periodo di crisi economica, l’opportunità di creare occupazione vera, mettendo al centro le persone».

 

Maria Giovanna Faiella
3 aprile 2013© RIPRODUZIONE RISERVATA

TUTTI FANNO PLAUSO MA LE ISTITUZIONI NICCHIANO……  

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