Ripresentata Petizione del “budget del ricoverato”

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Presentazione di una Petizione ai sensi dell’art.50 della Costituzione Italiana e del Regolamento delle Assemblee Legislative della XVII° Legislatura, per una legge-quadro nazionale di riforma dell’assistenza psichiatrica ed altra sul “budget del ricoverato”.

1952364354Onde avviare provvedimenti e servizi in materia di salute mentale, ho rinnovato ed inoltrato il 18 marzo 2013,( giorno della Festa della Madonna della Misericordia che si svolge a Genova nella mia vecchia Parrocchia che ha “visto” la mia fanciullezza), per la quinta volta Petizione ai sensi dell’art.50 della Costituzione e del Regolamento delle Assemblee Legislative, ritenendo precipua la promozione di una urgente necessità :

di una legge quadro nazionale, di riforma dell’assistenza psichiatrica ed atta al supporto delle politiche sanitarie, economico, sociali di sostegno alle famiglie che hanno nel proprio nucleo familiare parenti soggetti a disturbi di natura psichica e di quasi certa cronicità e di servizi specifici in strutture adeguate, onde tutelare la dignità e la salute dei sofferenti psichici e garantire la sicurezza a tutti i cittadini ;

di ricerca della verità incarnata nella ripresentata Petizione del “ budget del ricoverato”, considerando che è inalienabile il diritto alla vita di ogni “paziente”.

a.) Le perplessità che hanno sempre accompagnato la n/s Associazione fin dal lontano 1994 (vd.SIR n.36 pag.6 del 13.5.1994) sulla chiusura degli Ospedali Psichiatrici, i vituperati “manicomi”( oggi 2013 non più in funzione), su quelli Giudiziari (che dovrebbero chiudere entro il 31 marzo 2013), comunque tutti non solo contrastano con la legge 180/1987 ( quella che ha chiuso i “manicomi) e la legge 833/1987 ( che ha proseguito la “chiusura”) e con il mancato il Regolamento d’Applicazione, ma configgono con i dettami e con i Principi Fondamentali della Costituzione Italiana e con la carenza di sostegno alle famiglie, ci inducono ancora oggi, 2013, a pensare quale amara sorte abbiano subito questi “malati”, quali interventi terapeutici e normativi abbiano usufruito quelli esclusi dai “benefici” delle leggi 180 e 833 .

Malgrado uno scrupoloso screening effettuato per la dismissione ed i criteri adottati dai vari Progetti-Obiettivi per la prevenzione, cura, riabilitazione della disabilità mentale, ancora oggi non si riscontrano risultati positivi.

Le famiglie sono in difficoltà per il reperimento dei Servizi cui accedere per i provvedimenti diagnostici di cure e terapie, difficoltà che sfociano spesso nella disperazione od in scelte sbagliate.

Sono impellenti Servizi specifici e cure in strutture adeguate, con una legge-quadro nazionale di riordino dell’assistenza psichiatrica che invochiamo con una rinnovata Petizione.

La n/s iniziativa, non ultima, anche se a volte può essere ritenuta insistente, ha lo scopo di mirare alla promozione della condizione della vita umana e della dignità sia dei singoli “malati” come dal contesto familiare in cui “vivono” nella famiglia, cellula primaria della n/s società e per il bene comune.

La famiglia resta pur sempre la “medicina” che cura la grande malattia : la solitudine di ogni singolo.

b.) Con la Petizione che ho chiamato “budget del ricoverato”, abbiamo considerato sempre che la vita per la sua assoluta e suprema dignità va difesa anche quando è debole, compreso il mondo della sofferenza e ritengo che si vada uniformando nelle corsie ospedaliere questo “risparmio” e cioè che superato l’intervento finanziario ospedaliero il paziente in qualsiasi condizione di salute si trova, verrebbe dimesso dalle strutture ospedaliere, ancor più grave se agonizzante, disabile, in fase terminale ,  in età avanzata.

In tale maniera allora è eutanasia, una eutanasia mascherata, una omissione di soccorso, un reato ancora contemplato dall’Ordinamento Giuridico Italiano, fin oggi 2013. Questa nuova ed inconcepibile “forma di risparmio” è negazione del diritto alla vita ed in contrasto con gli artt. 23 e 25 della “Convenzione sui diritti delle Persone con Disabilità” dell’ONU

Chiediamo che le Istituzioni adottino opportuna vigilanza al fine di garantire ad ogni persona il diritto a continue e specifiche cure fino al compimento naturale della vita dei cittadini.

Cosa chiediamo al Parlamento ? :

una legge-quadro nazionale, rivedendo la vecchia legge 180 e 833 in soli due punti :

 

a)      l’autorizzazione al TSO (Trattamento Sanitario Nazionale) anche in assenza del consesso del paziente, almeno in determinate condizioni quando il paziente è nocivo a sé ed agli altri;

 

b)      la realizzazione di strutture territoriali di Riabilitazione di lunga durata per i casi difficili da riabilitare, onde evitare che sulle famiglie gravi un carico insostenibile di disagio, costi e pericoli.

Queste due modifiche con le dovute garanzie di rispetto del paziente e dei suoi familiari non hanno trovato attenzione per cui il Testo Unificato Burani-Procaccini ratificato da tutte le parti politiche ( nel quale Testo era stata inserito alcune n/s proposte ), è sparito misteriosamente ed è arenato in Parlamento dal 2005.

 

Inoltre :

 

c)      Istituire Servizi di Riabilitazione Territoriali e Servizi di vicinanza che consentono di rilevare precocemente comportamenti anormali in pazienti noti o di persone ignote. Il budget per la salute mentale in Italia è del 3,4%, , in Tanzania del 7%, in Australia del 10% in Inghilterra del 12%), in Europa dei 27 circa il 5% .

 

d)      La prevenzione in età scolare dei disturbi di comportamento e delle psicopatie.

 

e)      Il “Dopodi noi”, Fondo nel quale confluire quelle parti di patrimonio che in eredità andranno al “malato” a garanzia del loro futuro.

 

f)      Altri “utili suggerimenti” molto importanti riconducibili a miglioramenti della salute mentale rintracciabili nel sito :

http://digilander.libero.it/cristianiperservire

La famiglia italiana è turbata, indignata, preoccupata e non può che esprimere la sua protesta, il suo dissenso e rammarico per come e con quale interesse vengono non risolti i problemi di enorme rilevanza che investono la serenità della famiglia stessa e la sicurezza dei cittadini.

Per le complesse problematiche attinenti alla cura della salute dei cittadini, specie se malati, ancora una volta esprimo la viva riconoscenza per le parole di sostegno, di denuncia ed impegno rivolte dai Vescovi, dal Beato Giovanni Paolo II°, da Papa Radzingher .

Da Papa Francesco 1° che per quanto riguarda la “solitudine” ricorda che “ la vecchiaia è la sede della sapienza della vita degli anziani che possono dare tanto ai giovani” (Discorso ai Cardinali 15 marzo 2013 Sala Clementina), ha voluto il nome di Francesco, che è l’icona della povertà, restando per la gente un punto di riferimento ineludibile e sensibile alle questioni sociali.

Grazie papà Francesco.

E con le parole del Beato Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza”.

Previte

http://digilander.libero.it/cristianiperservire

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