Il Santo Padre “lascia”, ma la riconoscenza del mondo della disabilità rimane inalterata

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Con grande umanità, ma con profonda libertà interiore, il Santo Padre Benedetto XVI° ha rassegnato le sue dimissioni da  “grande operaio nella vigna del Signore”.

Papa Ratzinger
Papa Ratzinger

In questi 8 anni di Pontificato al Pontefice si stringe, tra altri, il mondo della disabilità con l’animo carico di grande dolore perché viene meno il sostegno che questo grande Papa ha sempre testimoniato verso i più deboli, i più emarginati, i più bisognosi e la cui presenza hanno sempre trovato in Lui l’interprete della sofferenza e della speranza, “ Fede che si rende operosa per mezzo della carità” ( Gal 5,6 ).

 

Il Santo Padre consegna a tutti un messaggio sul mondo della disabilità e della sofferenza che sono da vedere non come un carico di pietà e dolore, ma come dono di Gesù da accogliere ed abbracciare con una seria meditazione che tiene viva la fiaccola della carità.

Ma il firmamento buio di speranza è il cielo dei bisognosi, dei disabili fisici, degli handicappati psichici, delle persone anziane, dei malati terminali, di tutti i familiari e la comunità cristiana è interpellata ad essere più presente e con più slancio partecipativo con loro su questa frontiera dell’emarginazione.

In questo Anna della Fede è necessario un sussulto di carità accogliente per riuscire a dare voce a chi non ha, costretto a subire a titolo di elemosina l’appagamento di un sacrosanto diritto di cittadino debole fragile indifeso marginato,  che costituisce per noi cristiani un membro ferito della nostra comunità e che ha sempre trovato nel Santo Padre un grande difensore.

L’augurio che auspica il mondo della disabilità e della sofferenza che Sua Santità Benedetto XVI° continui a benedire ed a pregare per gli ammalati, così come sarà ricambiato dall’affetto personale e da tutti per la Sua augusta Persona .

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