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Archeologia e accessibilità non sono incompatibili come si potrebbe pensare e in questo campo l’Italia fa scuola.

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Dopo il Colosseo senza barriere architettoniche, visitabile fino alla sommità con un ascensore, e il percorso Pompei per Tutti, tre chilometri e mezzo di itinerario facilitato per visitatori con disabilità motorie, ora è la Valle dei Templi di Agrigento a diventare un virtuoso esempio di fruibilità. La chiusura causa pandemia non ha fermato il direttore del sito, Roberto Sciaratta, che ha approfittato dello stop per implementare la dotazione di supporti atti ad eliminare barriere fisiche, sensoriali e comunicative, garantendo la concreta realizzazione del diritto di accesso al Parco Archeologico e Paesaggistico, l’imponente complesso monumentale della Magna Grecia, Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1997. Un gioiello di 1300 ettari che comprende undici templi greci, un teatro ellenistico, necropoli e agorà, immerso in un ambiente naturale di rara bellezza con ulivi centenari e mandorli, dove oggi tutti possono muoversi in autonomia e libertà, per quanto possibile senza bisogno di aiuto esterno, perché l’obiettivo è stato quello di creare itinerari inclusivi utili a tutti, dove i visitatori con esigenze “speciali” non siano considerati malati da dirottare verso percorsi alternativi.

Roberto Sciaratta, egli stesso persona con disabilità, ha voluto una progettazione condivisa con le associazioni del territorio che si occupano di disabili, accessibilità e mobilità, in modo da individuare i punti di forza e di debolezza delle misure messe in campo. Partner d’eccellenza è stata CoopCulture, la più grande cooperativa operante nella cultura in Italia che offre soluzioni innovative in questo settore in continua evoluzione. Insieme hanno pensato come aggirare dislivelli e scale, hanno realizzato il restyling della cartellonistica, adesso più chiara per le persone con problemi alla vista, e riposizionata ad un’altezza adatta per essere letta da chi si muove sulla sedia a rotelle, sono aumentate le info in Braille. Due le grandi novità: le carrozzine elettriche di ultima generazione messe a disposizione gratuitamente per tre ore ciascuna, prenotabili sul sito web del Parco, e la passerella che si inerpica verso il Tempio di Giunone, una delle attrattive principali della Valle, fino ad un anno fa irraggiungibile per i turisti con difficoltà di deambulazione, a cui adesso si arriva partendo dal Tempio della Concordia. Lassù, vicino al grande ulivo sacro alla dea Atena, si può ammirare un panorama mozzafiato dell’antica Akragas, nucleo originario della moderna Agrigento e oggi cuore del Parco, una conquista per un’inclusione che abbraccia tutti gli ambiti della vita sociale, compresi il turismo e la fruizione del patrimonio culturale. Accessibile dal giardino anche il primo piano di Villa Aurea, dove vengono organizzati convegni e concerti, e il Museo Archeologico Regionale Pietro Griffo che espone quasi seimila reperti dalla preistoria alla fine dell’età greco-romana. Ogni anno oltre sei milioni di euro vengono stanziati per la gestione del Parco, negli ultimi dodici mesi cento mila di questi (neanche tanto sul bilancio totale, a pensarci bene) hanno consentito di effettuare, oltre agli interventi fin qui descritti, la costruzione di altre pedane in legno nelle zone più impervie e l’automatizzazione degli elevatori.

 

Le risorse messe in campo ora permettono a chi ha una mobilità ridotta di visitare l’85% dell’area archeologica, come indicano le due mappe generali poste negli ingressi principali, le quali evidenziano i percorsi e il grado di difficoltà. Per questa utenza e gli accompagnatori è a disposizione gratuitamente anche il servizio navetta all’interno del Parco. Questa è soltanto l’ultima tappa di un lavoro iniziato da tempo per assicurare una piena comprensione e un vero arricchimento di tutti i visitatori, a prescindere dal tipo di disabilità. Le persone con problemi di udito usufruiscono di monitor che introducono i luoghi di maggior interesse e illustrano il modo per raggiungerli, mentre due mappe del Parco indicano la posizione dei pannelli con qr code che attivano i video esplicativi nella lingua dei segni. Stessi pannelli, ma in Braille, per turisti non vedenti o ipovedenti; vi è anche la possibilità di una visita guidata multisensoriale che si avvale di mappe tattili e di una ricostruzione tridimensionale in scala del Tempio della Concordia. Al termine, nel giardino di Villa Aurea, è possibile degustare frutti ed erbe aromatiche in uso presso la civiltà greca classica. Infine la caffetteria-ristorante, al centro della Via Sacra, offre prodotti gluten free alle persone con esigenze alimentari specifiche. Oltre ad essere uno dei luoghi più ricchi di fascino della Sicilia, la Valle dei Templi è un simbolo della nostra civiltà ed è significativo che nei secoli abbia saputo evolversi passando anche attraverso l’accessibilità, quello che dovrebbe essere uno dei capisaldi del vivere odierno. Un bell’esempio di tutela attiva che ci insegna come il diritto di accesso di tutto per tutti sia una possibilità realizzabile quando diventa una priorità.

 

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