Roma – La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma sarà aperta al pubblico domani, sabato 5 giugno, ultimo giorno per visitare la mostra Io dico Io – I say I. Per visitare la Galleria Nazionale domani è obbligatoria la prenotazione via mail all’indirizzo prenotalagalleria@sistemamuseo.it indicando i nominativi dei visitatori e la fascia oraria di entrata. Le fasce sono a cadenza oraria a partire dalle 9 fino alle 18.

Per i gruppi di 14 persone (compresa la guida) la fascia oraria è ogni 30 minuti. Non è obbligatorio l’acquisto online. L’acquisto del biglietto può essere fatto anche in biglietteria previa prenotazione via mail. In caso di acquisto online è sempre obbligatoria la mail di prenotazione da inviare all’indirizzo prenotalagalleria@sistemamuseo.it con il biglietto online allegato e/o con la conferma dell’acquisto con il ritiro in biglietteria. L’acquisto online non comporta costi aggiuntivi per commissioni di acquisto o prevendita.

A eccezione del 5 giugno, rimangono invariate le condizioni di visita dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle 19.00. A pochi giorni dall’importante traguardo del riconoscimento della Lingua dei Segni Italiana come patrimonio della Repubblica Italiana da tutelare e promuovere, avvenuto lo scorso 19 maggio, la Galleria pubblica il video dedicato alla mostra corredato della traduzione in Lis a cura del Gruppo Silis Onlus.

Il video Io dico Io – I say I documenta la mostra attraverso le parole della direttrice Cristiana Collu e delle curatrici Cecilia Canziani, Lara Conte, Paola Ugolini, presentando le artiste coinvolte e le loro opere, i temi fondanti alla base del progetto e delle relative scelte curatoriali, le questioni sollevate dalla mostra.

La mostra, concepita come un’indagine aperta sul presente, scardina schematismi e statuti preordinati, tracciando un percorso non lineare: una narrazione che sedimenta storie, sguardi, immaginari. Protagoniste della mostra, sono cinquanta artiste italiane di generazioni diverse che in differenti contesti storici e sociali hanno raccontato la propria avventura, restituendo attraverso una costellazione di visioni il proprio modo di abitare il mondo.

 

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