IL MUSEO DI STORIA NATURALE DI PARMA
Il Museo, nel ruolo di laboratorio di produzione culturale ha individuato da anni percorsi per le scuole, e da 14 anni realizza anche percorsi per la lettura degli oggetti in ostensione per le fasce deboli. Poiché riteniamo che le etichette valgano solo per le azioni dell'uomo e non per l'uomo stesso, eliminiamo il concetto mentale di handicap e valorizziamo l'individualità della persona con la sua irripetibile ricchezza dovuta all'unicità. I progetti che il Museo propone sono strumenti di trasmissione culturale in area naturalistica, ma le finalità primarie rimangono, per noi, finalità di comunicazione e di piacere. Qui di seguito illustriamo i percorsi e le esperienze, che sotto l'attenta e solidale competenza prima del Prof. Parisi e poi della Prof.ssa Mezzadri, sono stati effettuati e continuano ad esserlo.
Il progetto elaborato è uno strumento di trasmissione culturale in area naturalistica, ma le finalità primarie rimangono per noi finalità di comunicazione e di piacere. Per realizzare tutto ciò sono state preparate dieci schede in nero per la conoscenza dei Mammiferi della Sala degli Scheletri del Museo di Storia Naturale, e dieci schede corrispondenti sono state tradotte in Braille. Ciascuna scheda è corredata da un disegno della sagoma della specie, a due dimensioni per quella in nero e a rilievo per quella in Braille.
Il percorso, finalizzato all'accettazione del gatto come componente dell'arredo urbano, è costituito da 5 sezioni:
1) Origine, evoluzione e storia del gatto,
2) Poster a rilievo per persone cieche,
3) Il gatto nelle altre culture,
4) Sezione per le scuole materne e primo ciclo Scuole Elementari.
Il poster con immagini a rilievo è stato utilizzato non solo per i ciechi ma anche per bambini e bambine con difficoltà di orientamento spazio temporale e per gli anziani di una casa di riposo.
Percorso realizzato all'interno della Sala della Sistematica e della Sala degli Scheletri del Museo di Storia Naturale. Il percorso della durata di tre ore, mira a conoscere e riconoscere successivamente specie animali, stabilire parametri visivi e tattili per catalogare e classificare specie (es. pelle liscia, ruvida, presenza di peli, corna, unghie); valutare grandezza, forma, peso degli esemplari, stabilire collegamenti tra forme esterne e corrispondenti scheletri.
Il Giardino terapeutico è un progetto che utilizza come metodologia, l'attività di contemplazione "ragionata", l'attività creativa presente in ogni individuo, la manualità come strumento di relazione, il tutto con finalità terapeutiche rivolte alla ricomposizione e la percezione del sé.
Un significato particolare è dato dal "dar da mangiare" strumento adattativo finalizzato anche alla comunicazione fra uomo-ambiente-uomo. Il progetto prevede un percorso e fattibilità di nove fasi: 1° - rilievo e planimetria del Giardino terapeutico; 2° - catalogazione della vegetazione, delle essenze, delle erbe spontanee; 3° - restituzione grafica planimetrica con localizzazione di ogni singola specie; 4° - parco dei cinque sensi: odorato - arometo, tatto e gusto - aromatorio, vista -coloreto, udito - zoosemiotica; 5° - officina ed Orto Culturale con la costruzione di "capannine", osservatori, mangiatoie, ecc., pannelli per il riconoscimento delle essenze naturali, pannelli esplicativi sulla fauna ed in particolare sugli uccelli; tali pannelli verranno prodotti sia in nero che a rilievo in modo che possano essere utilizzati dai ciechi e da persone con visività ridotta; 6° - guide per le classificazioni vegetali e animali; 7° - ateliers per la riproducibilità delle osservazioni dei fenomeni dei meccanismi naturali e delle esperienze nel giardino; 8° - nuovi habitat; 9° - ateliers dei suoni.
Il progetto che ha come obiettivo l'apertura dei Giardini di San Paolo furono costruiti nel 985, e il lavoro riguarda il ripristino in funzione dell'utilizzo.
1 SEZIONE STORICA, documenti fotografici e tavole topografiche che percorrono la storia dei Giardini.
2 SEZIONE VEGETALE, nel Giardino sono presenti esemplari di rilevante importanza quali: Ginkgo biloba L., Acer negundo L., Cercis siliquastum L.
3 SEZIONE PROGETTUALE con i seguenti progetti:
Il ripristino della vegetazione; l'officina biologica, un laboratorio polifunzionale, che possa trasformarsi in un luogo di appuntamento con piante ed animali; suggerimenti culturali: gli angoli delle emozioni; sezione vegetale del laboratorio. Percorso privilegiato per non vedenti con disegni a rilievo, sia nelle schede che nei tabelloni di arredo del Giardino. Si prevede anche un "angolo delle emozioni" in cui i ciechi possono apprendere la storia della natura; il percorso è rivolto a tutti, compreso l'area del disagio; suggerimenti culturali-strumenti con l'angolo delle "Emozioni profumate": una cassettina contenente le essenze presenti nell'area verde per permettere il riconoscimento delle specie. Il progetto architettonico con il ripristino degli antichi camminamenti, realizzati con una pavimentazione in ghiaietto e in terra battuta, e il restauro dei manufatti storici come il piccolo pergolato adiacente alla Cappella dell'Araldi, la fontana e la grotta in stile romanico. Nel giardino davanti ad ogni specie vegetale è stato posto un cartellino in nero e in Braille con i nomi in latino e in volgare.
Un percorso all'interno della Sala Del Prato della fauna del parmense del Museo di Storia Naturale con la realizzazione in nero di 10 schede di specie animali in ostensione, con la traduzione in Braille corredate dai rispettivi disegni in nero e a rilievo con la tecnica Thermoform.
Il progetto, attraverso la mostra, il catalogo/libro e le tre cartoline a rilievo, si propone di individuare una diversa modalità di integrazione nella lettura tra il vedente e il no vedente e danche una diversa modalità di comunicazione. La mostra è formata da tavole a rilievo e dalle corrispettive sagome in nero di animali della fauna parmense scelti tra quelli in ostensione nelle sale del Museo di Storia Naturale. Per rendere la mostra parte integrante della manifestazione che l'ha ospitata (Dall'Alabastro allo Zenzero del Comune di Montechiarugolo-PR), gli animali sono stati scelti secondo l'ordine alfabetico (airone, biscia, cornacchia grigia, daino, falco pellegrino, gatto, lepre, maiale, nottola, poiana, riccio, scoiattolo, talpa, volpe e zanzara) e così esposti. Nel catalogo/libro, scritto in nero ma con caratteri aggraziati per una facile lettura, per ciascun animale esposto è stata costruita la Carta di Identità con informazioni scientifiche riguardanti l'habitat, la distribuzione geografica, la riproduzione, e le storie, le leggende e gli aneddoti che lo legano all'uomo.
Il libro è costituito da tavole a rilievo con note scientifiche in Braille, in cui, è possibile raffrontare l'albero a tutta chioma nella stagione estiva e la sua corrispondente impalcatura interna, cioè l'albero nella stagione invernale. Per rendere il libro uno strumento di integrazione, oltre che uno strumento didattico, accanto ai disegni a rilievo e alle scritte in Braille è possibile leggere in nero gli stessi disegni e gli stessi testi scientifici. La scelta delle specie vegetali è stata fatta in funzione di uno spazio circoscritto, come un parco fruibile ed accessibile, per poter associare disegno ed esemplare.
Considerando il Museo luogo di cultura, ma anche luogo in cui la cultura viene fatta anche attraverso il gioco, è stato realizzato un cd rom in cui il percorso didattico all'interno delle Sale Del Prato, si sviluppa per ciascun animale scelto, attraverso schede scientifiche (per fornire una conoscenza di base naturalistica, giochi, favole del Petter da leggere, ricostruire ed inventare. Il cd è fruibile, grazie a diversi accorgimenti sia didattici (sintassi grafica, tavole a rilievo delle specie animali), sia tecnici (leggibile con il sintetizzatore vocale) da tutti/e.
Sale completamente visitabili con l'utilizzo di cartoline a rilievo di 9 specie di animali fossili in ostensione nelle sale, un depliant in nero, una guida in nero a "corpo 16" cioè scritta con caratteri aggraziati per ipovedenti e anziani, e una guida in Braille. Un'accessibilità anche nella lettura per tutti e tutte.
...... NEL FUTURO
Quattro pareti di una stanza a Pediatria racchiudono il disagio di un bambino/a ammalati, quattro pareti racchiudono migliaia di Farfalle (290 scatole con 10.800 esemplari) nella Sala "Don Boarini" del Museo di Storia Naturale. L'obiettivo primario è quello di costruire e gettare un ponte virtuale e di speranza alla vita, i cui mattoni sono la cultura della "farfalla", simbolo di trasformazione (metamorfosi), di rinascita (continuità delle tradizioni), di leggerezza (evoluzione del volo), di altruismo (alcune specie), di insieme (mosaico delle squame colorate), di bellezza assoluta (colore e forma).
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