di Pasquale Raicaldo

Napoli, Carlotta e quegli attimi di felicità: “Sorrido alla vita in carrozzella”

Ventitrè anni, una pagina Facebook, le sfilate e la sua teoria sulla bellezza: “Vuol dire equilibrio e accettarsi così come si è”

Pubblicato: lunedì 25.12.2017 alle 11:20
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Categoria: Speciali

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“Vivere ogni attimo. Perché in ogni attimo c’è la felicità”. Luccicano al sole i suoi capelli rosso vivo, che incorniciano un volto sorridente e pieno. Carlotta Orefice è napoletana e ha ventitré anni, una tetraparesi spastica la costringe sulla sedia a rotelle. Senza tuttavia limitarla. “Sfilo, sì, perché sono affascinata dal mondo della moda. La bellezza è qualcosa di soggettivo: basta trovare un equilibrio per sentirci belli, valorizzando quel che possediamo”.

di Pasquale Raicaldo

Foto Alessandro Di Laurenzio

Disabilità e moda vanno a braccetto: “Vedevo ragazze alte e fiere in passerella e mi dissi: ‘Davvero voglio sentirmi limitata?’. Mi sono risposta di no. E ho iniziato a sfilare, così come sono, grazie all’impulso di Benedetta De Luca”.

Dosa le parole con consapevolezza, quasi le accarezza. Lo fa anche virtualmente, su una pagina Facebook che ha già nel nome una chiara dichiarazione d’intenti: “Quegli attimi di felicità”, quasi 1300 follower, che amano restare aggiornati su riflessioni e pensieri di Carlotta. Poi, è nato anche un profilo Instagram: 9 mila follower. “ ‘Quegli attimi di felicità’ – racconta – è anche il titolo del mio piccolo libro, disponibile gratis come e-book, attraverso il quale racconto in trentadue pagine la mia vita. E’ nato per gioco con la mia amica Martina, che mi suggerì di raccogliere quel che già scrivevo quotidianamente sul mio pc. E la soddisfazione più grande è tutta nel messaggio di un papà di un bimbo disabile, che mi ringraziava per avergli trasmesso la forza di guardare il figlio con occhi diversi. Mi emozionai sinceramente, capii di poter servire una giusta causa. Nella vita, guai ad arrendersi”.

E quella frase sulla felicità se l’è persino tatuata addosso, sul braccio sinistro. Carlotta è energia pura, ha una venerazione per i suoi genitori Antonio ed Elisabetta (“Non si sono fermati di fronte a nulla, la mia tetraparesi è legata a una vaccinazione, loro sono riusciti a trovare una cura idonea per salvarmi la vita”) e adora la sua Napoli, che apprezza dal suo osservatorio ai Colli Aminei: “Una città bellissima: il sole mi dà allegria, le mie giornate sono quelle di tante coetanee. Smartphone e

colazione, appuntamenti in giro, amici, discoteca. Provo compassione per chi guarda ai disabili con pietà”. Carlotta è stata premiata lo scorso 22 dicembre nel corso di “Mezzogiorno Eccellenze”, a Palazzo Lancellotti di Casalnuovo. Ha sorriso ai flash dei fotografi accarezzandosi i capelli rosso fuoco, un carico d’energia che traspare dal sorriso. E contagia. “Ho deciso di vivere così”, ha ribadito. Strizzando l’occhio.

http://napoli.repubblica.it

 

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