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Disability card europea: tessera (e tariffa) unica per trasporti e cultura

Pubblicato: domenica 31.12.2017 alle 11:54
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Categoria: Speciali

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Più agevole per le persone con disabilità accedere ai trasporti, ai luoghi della cultura e di svago. L’iniziativa della Ue vuole garantire il diritto alla piena inclusione sociale

di Maria Giovanna Faiella

Una tessera unica per facilitare l’accesso dei cittadini con disabilità ai trasporti, ai luoghi della cultura e di svago anche quando viaggiano nei Paesi dell’Unione europea per turismo, studio o lavoro. Si chiama «European disabilty card» e rientra tra le strategie messe a punto dall’Unione europea per garantire il diritto delle persone con disabilità alla piena inclusione nella società. In Italia dovrebbe essere in dirittura d’arrivo: ci ha lavorato la Federazione italiana per il superamento dell’handicap (Fish), titolare della sua attuazione nel nostro Paese, in partenariato con la Federazione associazioni nazionali disabili (Fand) e col Ministero del lavoro in veste di sponsor dell’iniziativa. Ora spetta all’autorità nazionale la sua emissione e diffusione. «L’iniziativa europea rappresenta una sfida per il nostro Paese — sottolinea il presidente della Fish, Vincenzo Falabella — . È l’occasione per un cambiamento culturale: riconoscere le persone con disabilità titolari di diritti, peraltro già sanciti da leggi e convenzioni in vigore, da esercitare anche tramite l’accesso a benefit che migliorano la loro qualità di vita».

Accesso difforme

Ad oggi nei Paesi dell’Unione europea esistono varie agevolazioni tariffarie, di servizi, di supporto per l’accesso a musei o luoghi di cultura, per il tempo libero o i trasporti.

Tuttavia, le condizioni di accesso e gli iter da seguire sono piuttosto frammentati e difformi. È così anche nel nostro Paese, come emerge dalla rilevazione realizzata da Fish che ha coinvolto più di duecento enti tra istituzioni pubbliche e organizzazioni private, dai siti archeologici ai musei, dai cinema ai teatri, dalle società sportive agli stadi, fino alle aziende di trasporto. In particolare, è emerso che i benefit sono ancora prevalentemente di natura tariffaria o monetaria, per esempio riguardano il prezzo del biglietto o il costo del servizio fornito. Rimangono marginali, invece, le facilitazioni fornite per garantire pari opportunità di accesso e fruizione alle persone con disabilità, soprattutto se intellettiva o sensoriale. Qualche esempio: su duecento enti monitorati solo tre adottano accorgimenti per le persone con disabilità psichiche, intellettive e relazionali, come guide con linguaggio semplificato; solo il 3% degli enti prevede la presenza di interpreti per i sordi nella lingua dei segni e solo due prevedono la sottotitolazione: un cinema per la visione dei film e un museo per la fruizione della relativa videoguida.

Quali vantaggi

Per accedere ad agevolazioni e servizi, tutti gli enti (eccetto nove) richiedono la documentazione che certifica la disabilità. Alcune Regioni già prevedono specifiche tessere, soprattutto nell’ambito dei trasporti pubblici, mentre Trenitalia e Rete ferroviaria italiana adottano una specifica carta blu. Talora anche il contrassegno europeo di parcheggio per disabili, che ha sostituito il vecchio tagliando arancione, viene usato e riconosciuto come “card” per l’accesso ad alcuni benefici. Un’unica tessera, invece, oltre a uniformare criteri e modalità di accesso in Italia e in Europa, potrebbe anche aggirare intoppi e procedure burocratiche, come per esempio continue richieste di permessi e presentazione di certificazioni, che spesso costituiscono per chi ha una disabilità ulteriori barriere al diritto a muoversi, ad avere le stesse opportunità rispetto agli altri cittadini, come per esempio vedere un film al cinema senza essere collocati in prima fila col naso incollato allo schermo.

Procedure avviate

«La disability card attualmente ancora non esiste, ma si stanno avviando le procedure per realizzarla —- riferisce Falabella — . Alcuni enti hanno già dato la disponibilità a costruire insieme un percorso condiviso, l’Inps si è proposto come parte attiva per l’emissione della card, il Ministero del lavoro si è assunto l’impegno di portare a termine gli atti amministrativi necessari per renderla fruibile, compatibili con le questioni di ordinaria amministrazione che può svolgere il Governo anche a Camere sciolte».

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