di Franco Previte
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Molto poco si applica la “Convenzione sui diritti delle Persone con Disabilità”, dell’ONU

Pubblicato: lunedì 2.10.2017 alle 11:31
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Categoria: I blog di Società / Prima pagina

Ancora una volta non si considera la “Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità” dell’ONU, la quale riconosce la dignità, i pregi ed i diritti uguali ed inalienabili di tutti i membri della famiglia umana come fondamento di libertà, giustizia e pace secondo i principi della “Dichiarazione dei diritti dell’Uomo” del 10 dicembre 1948 ? (speciale dossier) specie pag.12 e pag.38.

Il Parlamento Italiano deve apportare norme migliorative sulla “ Convenzione ONU”  e i mass media cattolici devono appoggiare queste giuste n/s richieste e riconoscere che uguali diritti competono a tutto il mondo della disabilità, dove purtroppo troppo spesso queste problematiche si dimenticano e finiscono per essere completamente ignorate, nonostante che esistono diverse proposte per cambiare tale situazione, sia nei Paesi maggiormente industrializzati che in quelli del Terzo Mondo .

Infatti in tema di Sicurezza Sanitaria Internazionale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità  sempre ripete e continua a rafforzare le necessità invitando tutto il mondo con messaggi ad “ investire nella salute per costruire un futuro migliore ”(OMG del 2007) .

Senza aver la pretesa di fare della dietrologia per scavare sulle buone o sulle cattive intenzioni degli Stati, ci chiediamo cosa impedisce alla comunità internazionale di avviare in concreto un “Piano Sanitario” che partendo dalle aree di maggiore disagio, come il caso degli handicappati mentali “impossibilitati”, sono costretti a sperare nell’aiuto delle buone persone, che a loro volta esprimano e svolgano una intensa promozione della cultura della loro disabilità, dei loro diritti, per difendersi dal silenzio e dal disinteresse generale che in Italia è molto marcato ?

La n/s Associazione ha già manifestato con una Petizione al Parlamento Italiano il 28 maggio 2008 e riproposto il 18 marzo 2013 le riserve e le preoccupazioni sulla “confusione involontaria culturale” che si determina circa le modalità e le interpretazioni che la “ Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità” ha introdotto, non valutando la evidente discriminazione nei confronti delle persone con disordini psichici,

Inoltre ha inoltrato la n/s Associazione, Ricorso n. 44330/06 alla “Corte Europea per i Diritti dell’Uomo” di Strasburgo ed al Parlamento Europeo una ulteriore Petizione per una Direttiva Comunitaria uguale e con la stessa valenza in tutti gli Stati UE, in difesa di quanto la “Commissione Europea per le Petizioni” afferma, che la Unione Europea nel settore della Sanità Pubblica, compreso l’ambito della infermità mentale”, non è competente in tema di attività legislativa e questo è dovuto al fatto che la Costituzione Europea non ha specificatamente riconosciuto quale persona quella relativa ai portatori di handicap psichici.

Ritornando alla “Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità” approvata  dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York il 6 dicembre 2006 (Prot.Distr.Generale A/61/611), i 191 Stati aderenti hanno convenuto nel Preambolo ed in altre parti, il “riconoscere la diversità delle persone con disabilità”, ma includendo all’articolo 1) “coloro che presentano menomazioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali di lunga durata, che nella loro interazione con varie barriere possono impedire la loro piena ed effettiva partecipazione nella società in condizioni di parità con gli altri” e all’art.3 lettera b) quale principio generale “la non discriminazione”, impegnando all’art. 4 gli Stati “ad adottare appropriate misure legislative”.

Quindi la “Convenzione” ha l’obiettivo precipuo di affermare con notevole incisione che tutti i cittadini disabili, specialmente quelli più deboli come quelli psichici, devono godere degli stessi diritti .

Siamo in perfetta e logica sintonia con il Vaticano e riteniamo essere non condivisibile con la “Convenzione” sulla riproduzione e la pianificazione familiare [art.23 lettera b) e 25 lettera a)] in quanto l’accesso ai servizi riproduttivi o salute riproduttiva potrebbero promuovere le contraccezioni, favorire l’aborto, le limitazione della nascite, le sterilizzazioni, la non responsabilità dei rapporti sessuali che aumentano l’espandersi dell’epidemia dell’HIV/AIDS disattendendo la procreazione responsabile od altro, il tutto in contrasto con l’art.10 per “l’inalienabile diritto alla vita”, con l’art.15 dove “nessuno dovrà essere sottoposto ad esperimenti medico-scientifici” e con l’art.16 dove si è contro “ogni forma di sfruttamento, violenza od abuso”.

Queste metodologie, pare, che si richiamano all’eugenismo, la pratica biomedica che spianò la strada alle terribili selezioni della razza e del genere umano tentate dai nazisti, lo sterminio in Unione Sovietica da parte “dell’Einsatzkommando 3” dei malati di mente, che registravano il passaggio dal massacro eugenetico allo sterminio genocidio vero e proprio ed anche alla teoria dell’economista britannico Malthus che attribuiva all’eccesso di popolazione i mali e le miserie sociali.

Il voler associare il disabile con minorazioni fisiche con l’handicappato mentale, in quanto per il primo sussistono possibilità di inserimento sociale e lavorativo, per il secondo si possono e devono essere attuate cure specifiche in strutture adatte, ma non si possono prevedere né tempi di recupero né proposizioni di intendimenti lavorativi, in “persone” che richiedono coesione di intelletto e responsabilità ( art.27) e questo è in contrasto con il punto e) nel Preambolo della “Convenzione” dove si “riconosce che la disabilità è un concetto in evoluzione”.

La comunità sociale dovrebbe essere il posto dove la persona umana in condizione di infermità, sia fisica che mentale, trovi solidarietà difesa e protezione, invece di quanti riconoscono più il valore degli animali e che in tale maniera pongono l’uomo allo stesso livello, se non sotto –

Ancora una volta si deve chiarificare la differenziazione che insiste con il termine generale di disabile:

a). disabile è colui che è privato di una forza fisica, sopravvenuta o congenita, di una certa incapacità fisica, ma conservante la lucidità mentale .

Per esempio:

Beethoven la cui nota sordità non gli ha impedito di essere tra i più grandi musicisti del mondo;

Omero pur cieco ha scritto problemi straordinari come l’Iliade e l’Odissea ;

Franklin Rooselvelt dalla seggiola a rotelle ha guidato gli USA nella II° Guerra Mondiale

 

b). handicappato è colui che ha ricevuto uno svantaggio in partenza, od un sopravvenuto ostacolo, un intralcio, una inferiorità interna od esterna che impedisce il manifestare il massimo della potenzialità più psichica e meno fisica.

Per esempio:

Vincent Van Gogh grande pittore olandese impressionista;

Torquato Tasso poeta epico fu rinchiuso in manicomio da Alfonso 2° Duca di Ferrara;

Fedor Dostoevskij il grande poeta russo, malato epilettico .

Questi personaggi sono stati descritti dal Prof.Antonio Fernandes da Fonseca dell’Università di Porto (Portogallo) “Fenomeni intellettuali dotati di degenerazioni bio-psicopatologiche” ( da Dolentium Hominum n.34 -1996 Atti 11° Conferenza Internazionale in Vaticano – Pontificio Consiglio Pastorale per Operatori Sanitari ).

Ora la “Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità” non considera specificatamente l’handicappato mentale perché con la dicitura “menomazione mentale” (art.1) a n/s sommesso avviso non si chiarifica lo status delle condizioni del “soggetto nell’ interazione”cioè nell’azione tra i due “fenomeni”, perché l’uso del termine malato mentale come sinonimo di persona con disabilità non è quello promosso dalla “Convenzione” stessa che segna un distacco molto chiaro da un approccio medico-assistenziale per un approccio di diritti umani.

Il Legislatore italiano ha introdotto nella legge 104/1992 il termine handicappato ed in ottemperanza con l’art. 4 della “Convenzione” fra gli obblighi generali, l’Italia si è impegnata ad adottare appropriate misure legislative, che nella nostra Legislazione sono carenti da ben 39 anni per la malattia mentale, ( Documento sottoscritto il 30 marzo 2007 a New York da parte dell’allora Ministro della Solidarietà Sociale, Onorevole Paolo Ferrero, Ministro della Repubblica Italiana ! )

L’Italia, quindi e sempre, non può esimersi dall’applicazione della “Convenzione sui diritti dei disabili”, ma “nell’interazione con le varie barriere” ed ”in condizioni di parità con gli altri “( art.1).

Per le diversificazioni tra disabile fisico e handicappato mentale, l’Italia doveva apportare quelle appropriate misure legislative a tutela del malato mentale avvalendosi dell’art.47 lettera 1) della “Convenzione” per inserire un proprio emendamento e sottoporlo al Segretario Generale delle Nazioni Unite nel redigendo “Comitato sui diritti delle persone con disabilità”  (art.34).

In Italia il 3% della spesa sociale è destinato alle politiche familiari a fronte di una media europea che ha una percentuale almeno il doppio, nonostante promesse, le politiche familiari non sono state realizzate da nessun Governo, tanto meno si è legiferato sulla “materia specifica malattia mentale” e nell’ambito sanitario nel “Piano Sanitario Nazionale 2006-2008 ( a differenza del Piano Sanitario 2003-2005) si riscontrano carenza di programmi di sostegno alle famiglie dove insiste l’handicappato mentale ( per esempio, non certo salvabile, oggi 2017, con 279,47 euro di media mensili di assegno di assistenza) , né si è previsto, tutt’ora in auge, indirizzi da apportare sul Piano Legislativo.

Il Piano Sanitario 2003-2005,(Governo Berlusconi) rispetto a quello 2006-2008,(Governo Prodi) considera impellenti, tra altre, tre necessità :

1.)   la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Privati, già avvenuta ( notizia da “Affari Italiani” venerdì 12 novembre 2010 ) ;

2.)  l’attivazione di interventi nel disagio psichico nelle carceri secondo quanto previsto dal DL 22 giugno 199 n. 230;

3.)  programmi adeguati per il sostegno alle famiglie dei malati psichici.

In Italia abbiamo un sistema sanitario troppo lento nell’aiutare le persone affette da gravi forme di malattie mentali e da un sistema sociale-legislativo troppo lontano dalla realtà ! ( Vedi SIR Italia 1 ottobre 2008 e SIR Quotidiano 13 ottobre 2008 ) .

Infine per quanto si riferisce la salute mentale in Italia, la n/s Associazione ha inviata al Parlamento Italiano, ripeto, una Petizione il 18 marzo 2013 a conferma di quanto già inoltrato :

col n.5 alla 12° Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica ( “Legge-Quadro in materia di assistenza psichiatrica”) ; e col n.6 alla 3° Commissione Affari Esteri (“Norme per il recepimento della Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità” dell’ONU integrandola con provvedimenti specifici per i malati mentali ; col n.9 alla 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati (“Riforma dell’assistenza psichiatrica”) unendo con (“Norme per il recepimento della Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità”).

Abbiamo richiesto l’adozione di “leggi appropriate”, come sancisce l’art.4, riconoscendo i diritti e le necessità degli handicappati mentali per la tutela della loro salute, per le loro famiglie e per garantire la sicurezza di tutti i cittadini, normative attese da ben 39 anni.

Previte

http://digilander.libero.it/cristianiperservire

La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

 

 

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