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“Prima volta della Macchina in Lis, disguidi comprensibili”

Viterbo – Santa Rosa – Lettera aperta dell’Ente nazionale sordi onlus-sezione provinciale

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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Manifestazione del 3 settembre accessibilità per le persone sorde, lettera aperta

L’Ente nazionale sordi onlus-sezione provinciale di Viterbo, tiene a fornire delle informazioni in seguito alla manifestazione della Macchina di Santa Rosa, svoltasi a Viterbo domenica 3 settembre.

7 settembre 2017

La tradizione del trasporto della Macchina di Santa Rosa appartiene, storicamente, alla città e ai suoi cittadini, tutti, richiamando ogni anno numerose persone anche dalle zone limitrofe; è patrimonio spirituale, culturale e turistico preziosissimo, che anche l’Ens tiene a promuovere non solo fra i suoi soci, ma fra le persone sorde in generale.

Per l’edizione 2017, già da molto tempo la sezione si è mossa per ottenere un’accessibilità sempre maggiore per le persone sorde prendendo attivamente parte alla macchina organizzativa, grazie soprattutto all’enorme sostegno dato dal consigliere Paolo Moricoli, che con noi ha creduto necessario permettere a tutti i sordi di poter essere davvero partecipi di un momento tanto coinvolgente ed importante e alle ditte Edittion e Provaider che se pur quest’ anno hanno cercato di sopperire a tutti i nostri bisogni sicuramente avranno esperienza maggiore il prossimo anno per migliorare sempre di più.

La sezione Ens ha, quindi, preso accordi con le istituzioni, occupandosi di organizzare il servizio di interpretariato dall’italiano alla lingua dei degni italiana (Lis) e qualunque altro aspetto necessario.

Secondo gli accordi presi, una parte di piazza del Comune è stata riservata ad un numero limitato di persone sorde, a prescindere che fossero o meno nostri soci; sono stati installati due schermi.

Uno trasmetteva le immagini in diretta del trasporto della Macchina, l’altro vedeva al lavoro due interpreti professionali qualificate come da legge 4 del 2013, che prevede una figura qualificata e in costante aggiornamento, che, sempre in diretta, rendevano accessibile in lingua dei segni ogni momento del trasporto stesso; un’interprete qualificata di supporto al pubblico era presente in loco in caso di necessità-

Le difficoltà oggettive riscontrate dai partecipanti – assenza del servizio di sottotitolazione, garantito e non realizzato, la dimensione e posizione degli schermi, la disposizione dei posti a sedere riservati – sono tutti, assolutamente, aspetti in toto indipendenti dalla nostra volontà e dalla nostra possibilità di intervento, e nonostante ciò abbiamo fatto di tutto per ridurre i disagi al minimo, per quello che abbiamo potuto.

L’amministrazione comunale ha fatto del suo meglio per garantire un servizio in generale di livello, ma è comprensibile che, essendo la prima volta che veniva realizzata una cosa del genere, qualche problema o disguido sono comunque comprensibili e sicuramente superabili negli anni a venire.

Un’interprete si assume la responsabilità di tutto ciò che fa e della qualità del suo lavoro, e l’Ens, in quanto istituzione che ha il compito di tutelare tutte le persone sorde ed avendo ricevuto l’incarico di organizzare il servizio di interpretariato e ci tiene ad utilizzare delle professioniste che abbiano tutte le qualifiche del caso e, nel caso specifico dell’evento, anche un’importante esperienza alle spalle.

Non siamo qui a difendere nello specifico le persone a cui si è fatto riferimento in quanto sono libere professioniste ed il compenso percepito riguarda solo ed esclusivamente loro, ma la qualità del loro lavoro ricade direttamente su tutti noi, e come detto teniamo a che gli eventi a cui partecipiamo non ci siano solamente resi accessibili, ma che questa accessibilità sia anche di livello.

Concludiamo con un appunto, perché se tutti noi – dirigenti e collaboratori – spendiamo tanto tempo rigorosamente da volontari per far si che la vita personale, sociale, lavorativa e culturale delle persone sorde sia sempre migliore, teniamo anche che le cose vengano chiamate con il loro nome, perché le parole sono importanti per tutti.

L’Ente nazionale sordi onlus, innanzitutto è un ente – non si chiama “Associazione nazionale dei sordi”, quindi per favore riferiamoci ad esso con il nome che gli appartiene; fondato nel 1942 – ci prepariamo a festeggiare gli 85 anni dalla nascita, nel 1950 è stato riconosciuto dallo stato italiano come ente morale per la protezione e assistenza delle persone sorde; è membro della Fand – Federazione tra le associazioni nazionali delle persone con disabilità, che non a caso racchiude solamente cinque di queste “associazioni nazionali”, ovvero quelle con valore storico riconosciuto; è soggetto accreditato per la formazione del personale della scuola dal ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e molte altre cose.

Insomma, l’Ens è un riferimento istituzionale a cui guardare con un occhio diverso da quello con cui ci si rapporterebbe a qualunque altra associazione che sicuramente si impegna e lavora per i nostri stessi obiettivi, ed è parimenti rispettabile dal punto di vista umano e morale.

Quindi, il lavoro dell’Ens è istituzionale perché da decenni comunica e collabora con tutti i livelli del nostro stato. Bisognerebbe piuttosto imparare a condividere le battaglie quando si rincorrono le stesse vittorie, evitando la strada della polemica sterile, delle maldicenze e della diffusione di false informazioni.

L’Ens è sempre aperto ad un confronto sereno ed informato, nei confronti di tutte le realtà del territorio, e speriamo che il prossimo anno ci ritroveremo ancora più numerosi ad emozionarci e a gioire per la nostra santa Rosa.

Ente nazionale sordi onlus- sezione provinciale di Viterbo

Fonte: http://www.tusciaweb.eu

 

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