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Non chiedere la legge mischiata...

Presidente Ens: la LIS tattile è inesistente

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Riceviamo e pubblichiamo: Salve cari lettori, dopo un’attenta riflessione che nella giornata di sabato (17 dicembre 2016, ndr) organizzata da Sforza Francesca, che è militante del Partito Democratico ed assistente alla comunicazione LIS, come lei stessa ha più volte affermato. 

La nostra riflessione che stiamo scrivendo a voi cari lettori “non sordi” che ogni giorno leggete in queste testate giornalistiche, ci siamo trovati del tutto presi in giro e confusi come è capitato dai nostri “fratelli” e “sorelle” sia della comunità sorda nissena sia dei disabili dell’udito della provincia nissena.

Prima di tutto l’ENS è Ente Nazionale per assistenza, tutela e protezione dei Sordi, che per 85 anni di lotte e battaglie sui diritti civili dei disabili dell’udito in tutti campi dal lavoro all’istruzione. Ed è un’associazione APOLITICA ed APARTITICA. Una delle tante battaglie è quella in primo luogo di RICONOSCERE la lingua dei segni italiana (LIS) in tutti gli ambiti. In Sicilia abbiamo la Legge Regionale 23/2011 che PROMUOVE la LIS in tutto il territorio della Regione Siciliana che è un primo passo per portare al Parlamento Nazionale a quella di scrivere una legge nazionale al pari delle altre lingue preesistenti in territorio dell’Unione Europea come le altre lingue dei segni LSF per Francia, DGS per Germania, LSM per Malta, NGT per Paesi Bassi, eccetera; parlare anche delle leggi approvate in seno nell’Unione Europea sia del 1988 per le lingue dei segni europee e sia della Convenzione ONU sui diritti dei disabili, cosa che in Italia è stata votata nel 2009, ma mai ratificata nemmeno dalla legge nazionale.

L’iniziativa che ha portato Francesca Sforza è da considerare un’ambasciatrice, ma in realtà ha uno suo scopo personale: noi persone sorde non capiamo il perchè che ogni volta ad ogni incontro parla sempre di suo fratello sordo (che non è unico esempio), ma vale anche per tutti noi Sordi italiani di circa 70.000 che ogni giorno lottiamo per affinchè venisse abbattuta le barriere della comunicazione. Sembra che la signorina porti in avanti la sua battaglia personale allo scopo di tutelare il “lavoro” degli assistenti alla comunicazione e degli interpreti LIS. E i diritti degli Sordi?

Ringraziamo per il contributo di Luca Coraci che ha realizzato dei video per sensibilizzare dei politici e degli amministratori e di Massimiliano Giovannardi per il mondo sportivo alla conoscenza nel mondo dei sordi e dei disabili uditivi.  A questo punto ci sentiamo in parte soddisfatti di questo piccolo passo che ha portato i Giovani Democratici della provincia di Caltanissetta per sensibilizzare i consiglieri ed amministratori dei 22 Comuni del Libero Consorzio Comunale di Caltanissetta che all’interno ci sono delle persone sorde che ci abitano in territorio siciliano, circa 300 che aspettano questi diritti sacri.

Noi speriamo che questo anno nuovo il 2017 che continuiamo a metterci al lavoro per porre fine al muro ed essere integrati in pieno dalle scuole con delle lezioni di lingua dei segni italiana (LIS), dagli ospedali ed altri servizi per combattere ed essere multilinguisti in un ambiente più integrato ed incluso con degli interpreti ed assistenti alla comunicazione.  La lingua dei segni italiana è una lingua visiva e non territoriale molto utilizzata dai cittadini sordi nel territorio italiano e chiediamo allo Stato ed al Parlamento italiano di equiparare la LIS nella Legge 482/1999 come lingua minoranza.  Come sapete che molti di voi siete ignoranti di questa materia e vi faccio il breve resoconto storico: la lingua dei segni è stata prima inventata da un frate spagnolo Pedro Ponce de Leon tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento che è proprio qui è iniziata l’insegnamento del bilinguismo della lingua dei segni spagnola, per la prima volta pubblicata l’abecedario della dattilologia scritta da un frate spagnolo Juan Pablo Bonet che purtroppo negli anni del 1980 nella biblioteca di Madrid fu distrutta da un incendio che di fatto è perduto un patrimonio storico librario, e la lingua spagnola in termini di logopedia. Un lungo percorso che all’epoca era impossibile essere integrati in quanto erano ancora divisi in due mondi: il mondo dei sordi ed il mondo dei “non sordi”, cioè siete voi cari udenti.

E bisogna aspettare l’inizio del Settecento da un abate, un certo francese Charles-Michel De L’Epée che di qui inventò e perfeziono dagli studi spagnoli del bilinguismo sulla lingua dei segni francese e la lingua francese, che di fatto fondarono la prima scuola per sordi in Francia. Ancora oggi esiste a Parigi la sede del primo Istituto per sordi francese, che fino ai nostri giorni insegna il bilinguismo LSF e francese.

In Italia di esempi ne abbiamo numerosi da Ottavio Assarotti per il bilinguismo a Genova, di Tommaso Silvestri a Roma che di seguitò fondò il primo istituto per sordi in Italia a Roma. Mentre il prete milanese Giulio Tarra per l’oralismo puro (fu l’unico prete che con la sua mozione del 1880 all’ICED, l’organizzazione internazionale degli insegnanti per sordi) che propose il divieto del bilinguismo e di continuare ad insegnare l’unico metodo: l’oralismo, cioè la logopedia in una sola lingua, che ovvero è quella di imparare a “sentire” e a “parlare” (non sappiamo se nel 1880 esistevano gli apparecchi acustici).

Di seguito dopo il 1880, che in quel periodo che grazie ai voti dei numerosi preti italiani, che di fatto erano circa 87 delegati, contro i pochi delegati stranieri, che ciascuna erano o 2 o 3 di ogni Paese rappresentante per scuole per sordi. L’unico voto degli statunitensi dei delegati che erano in 3 votarono contro la mozione di Tarra, che di seguito il Gallaudet College (oggi chiamata Gallaudet University) portò avanti l’insegnamento del bilinguismo della lingua dei segni americana e l’inglese (con la variante americana). Da qui bisognava aspettare il 1960 che un certo William Stokoe che da anni ed anni di studi e ricerche linguistiche portò che la lingua dei segni americana è una vera lingua propria con regole e strutture grammaticali.

Ricordiamo che dopo di questa ricerca anche in Italia ci furono dei seminari, convegni di studi, workshop, stabilirono che la ricerca di Stokoe portò gli stessi risultati di tutte le lingue dei segni di ogni paese. Nel mondo esistono circa 200-300 lingue dei segni, di cui l’unica lingua dei segni internazionale è chiamata (SIGNUNO) in onore allo studio dell’esperanto per sordi. In Italia abbiamo un esempio di bilinguismo che si trova a Cossato, l’unica scuola italiana che insegna il bilinguismo lingua dei segni italiana ed italiano (LIS/ita).

Ed infine, noi siamo curiosi di conoscere se la signorina Sforza Francesca ha delle cariche ufficiali all’interno del Partito Democratico e se ha dei diplomi di essere un’assistente alla comunicazione di LIS e che abbia realmente lavorato coi bambini sordi nelle scuole? E soprattutto perchè insiste la sua politica sulla LIS tattile?

La LIS tattile è INESISTENTE!! 

Noi dell’ENS di Caltanissetta non chiediamo la legge mischiata con la LIS tattile o altre terminologie equipollenti come è previsto nel ddl 1151, perché è già sufficiente la Legge 104/1992; anzi a gran voce chiediamo all’opinione pubblica il rispetto del nostro diritto: chiediamo solo la legge sul riconoscimento della lingua dei segni italiana, come presentato dal ddl 302 dell’onorevole De Poli.

Infine, siamo soddisfatti dell’ultimo incontro al Comune di San Cataldo (13 gennaio 2017, ndr) che gli amministratori e rappresentanti politici che sono sensibili alla nostra attenzione sui bisogni dei cittadini disabili uditivi sancataldesi ed in più siamo molto soddisfatti dell’approvazione del regolamento per gli assistenti alla comunicazione che è il punto fondamentale per i bambini audiolesi e sordi, che l’insegnamento del bilinguismo è un diritto ed è una delle battaglie dei diritti civili dell’ENS.

 

Il Presidente Provinciale ENS Caltanissetta

Francesco Di Maio

 

 

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