9 Feb 2012
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| Pedofilia: padre Lombardi, "bisogna seguire l'esempio del Papa" | |
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(AGI) - CdV, 9 feb. - Un "passo avanti per la Chiesa sull'esempio del Papa" nella lotta agli abusi del clero, "per aver coscienza del problema e far passare una cultura della prevenzione". E' il commento che il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ha affidato al quotidiano cattolico Avvenire circa i lavori del Simposio internazionale promosso dalla Santa Sede e al quale partecipano, alla Gregoriana, i delegati di 110 Conferenze episcopali e di oltre 30 Ordini religiosi. Secondo padre Lombardi, dalla riflessione di questi giorni emerge con chiarezza la volonta' di "reagire e prevenire", dandosi nello stesso tempo i mezzi per proteggere i bambini e costruire un ambiente sicuro per loro Una vera e propria "cultura per la protezione dei piccoli", ha sottolineato il portavoce, che "puo' essere di aiuto a tutta la societa'". I contorni di questa cultura, nei lavori del Simposio, sono emersi al simposio "Verso la guarigione e il rinnovamento" dalle voci che hanno riferito delle esperienza gia' in atto in diverse parti del mondo. In Messico, per esempio, come ha raccontato monsignor Jorge C. Patron Wong, vescovo coadiutore di Papantla, da dieci anni si e' assistito a una "rivoluzione copernicana, un cambio radicale di centro e di attenzione nei seminari e nella formazione dei preti ": si e' messa al centro l'"affettivita' " e si e' curata "spiritualita' di comunione", accentuando il ruolo del vescovo come "principale formatore e promotore delle vocazioni". Don Edenio Valle, consulente psicologico della Conferenza episcopale del Brasile, ha sottolineato la comune attenzione di "autorita' statale e Chiesa di fronte a una situazione che richiedeva azioni e politiche chiare", e di uno "sforzo ecumenico in cui Stato, Chiesa cattolica e altre chiese hanno assunto numerose iniziative". Dei 'costi' della crisi hanno invece parlato Michael J. Bemi e Patricia Neal, da quelli finanziari, "i meno importanti", a tutti quelli che, in ultima analisi, possono essere riassunti come "un danno alla missione del Vangelo". "La risposta alla crisi della Chiesa negli Stati Uniti, hanno detto i relatori, puo' dimostrare molto successo e risultati molto positivi. Esistono protocolli, politiche, procedure e programmi che hanno dimostrato il loro valore ed utilita'. Si e' fatta molta esperienza, che puo' essere condivisa... Le Chiese locali non devono "cominciare da zero" o "reinventare la ruota". Possediamo gia' i mezzi per aiutare a ricostruire la Chiesa come la forza buona piu' riconosciuta al mondo www.agi.it |
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28 Dic 2011
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| Palermo. Turismo accessibile, la Sicilia va sul web | |
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Le persone con handicap motori e disabilità di altro genere potranno consultare online il manuale che tiene conto delle esigenze di tutti.
PALERMO. Finalmente anche i turisti disabili possono visitare la Sicilia muniti di una guida redatta tenendo conto dei problemi e delle esigenze dei diversamente abili. Il vademecum raccoglie informazioni turistiche generali, con riferimenti specifici all'accessibilità dei beni architettonici, storici e naturalistici. Realizzata dalla Fondazione Amato Onlus, la guida è frutto di un’indagine realizzata attraverso la somministrazione di schede a guide turistiche, associazioni di persone disabili, singoli individui, operatori degli enti pubblici e privati. IL SITO WEB- Per sfogliare la guida basta visitare sito www.siciliaccessibile.it , dove in ogni singola scheda è possibile lasciare un commento, utile per aggiornare le informazioni già presenti e per raccogliere esperienze dirette. All’interno del sito è presente un’analisi accurata, per fornire al cittadino tutte le informazioni sul luogo da visitare, seguite da una valutazione sull’accessibilità del bene stesso, illustrata da una leggenda che indica la presenza o no di ostacoli di praticabilità di alcune località turistiche della Sicilia suddivise in beni storici, beni archeologici e beni naturalistici. Nella scheda è presente una valutazione complessiva di accessibilità sul singolo bene in merito a cinque elementi: mobilità, vista, udito, Lis e ristorazione. Francesco Adriano De Stefano redazioneweb@comunicareilsociale.com 28 dicembre 2011 http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/ |
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28 Dic 2011
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| Effetà: i volti e le storie dei bimbi audiolesi di Betlemme | |
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In mostra a Bergamo, dal 19 dicembre al 6 gennaio, gli scatti del fotoreporter Francesco Cito che raccontano la realtà dei ragazzi in cura nella struttura specializzata per la rieducazione audio fonetica, l’unica sul territorio palestinese
Una serie di scatti per immortalare la vita dei bambini di Betlemme affetti da problemi di udito. Sono loro i soggetti della mostra “Effetà”, da lunedì 19 dicembre al 6 gennaio presso la Chiesa di San Rocco in via Broseta a Bergamo. Le foto sono di Francesco Cito, classe 1949, uno dei nomi più celebri del fotogiornalismo italiano, vincitore del premio World Press Photo nel 1995 e nel 1996. La mostra legge e propone un percorso di conoscenza di una realtà a servizio di bambini e ragazzi audiolesi a Betlemme. In una città povera, abitata da Palestinesi, arabi mussulmani e arabi cristiani che vivono di artigianato e poco turismo, la struttura “Effetà”, diretta dalle Suore Dorotee Figlie dei Sacri Cuori di Vicenza, è anche il centro di una forte azione sociale attraverso diverse attività. E’ l’unica di questo genere su tutto il territorio palestinese. L’esposizione, con le foto di Francesco Cito e i testi di Nicoletta Prandi, sarà inaugurata lunedì 19 dicembre alle ore 18. Per Sky.it, Cito ha realizzato alcuni reportage di grande impatto visivo ed emozionale: dall'alluvione di Messinaa Milano vista dall'alto, oltre ad aver curato i servizi fotografici della rubrica sportiva "A casa di". http://tg24.sky.it |
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27 Nov 2011
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| Maddison aiuta la sua compagna non vedente a vivere | |
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L'amicizia nel mondo animale è dimostrato ampiamente da Maddison, un dolce alano femmina che aiuta Lily, la sua compagna di avventure a muoversi e a correre. La bestiola, infatti, è cieca e non potrebbe vivere senza il prezioso aiuto di Maddison Due esemplari di alano femmina fanno emozionare il Web e non solo. Maddison aiuta la sua amica Lily a vivere, in quanto quest'ultima è cieca. Una menomazione che le impedirebbe di svolgere anche i minimi gesti quotidiani, se non fosse per Maddison che la aiuta in ogni singolo passo che compie. Non si separano nemmeno un momento: corrono, mangiano e trascorrono ogni giorno insieme. Lily perde la vista a diciotto mesi e, da allora, Maddy le sta sempre accanto. I due cani ora si trovano nel canile di Shrewsburry, nella contea di Shropshire, poiché i loro vecchi padroni non potevano più accudirli. Le due amabili cagnette amano molto la compagnia dell'uomo e si fanno spesso accarezzare da chi si avvicina a loro per salutarle. Kerrie Rdigway, una volon taria del canile, rivela che "Con l'aiuto di Maddison la compagna Lily riesce a condurre una vita piena e attiva". La storia dei due alani è stata raccontata alla Bbc e al canile sono arrivate decine di chiamate da parte di persone che vogliono adottare Maddison e Lily. Nella gallery che vedete in fondo all'articolo, potete osservarle mentre si scambiano coccole e corrono nel canile http://www.milanotoday.it/ |
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24 Ott 2011
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| Sordità, tra ignoranza e pregiudizi ma oggi una vita normale è possibile | |
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IL CASO
![]() Oggi in Italia i non udenti dalla nascita sono circa 25mila; una patologia ancora circondata da luoghi comuni, eppure sedute specialistiche e apparecchi acustici possono assicurare un'esistenza normale. Divide la proposta di legge che vuole la lingua dei segni come lingua minoritaria di LORENZA CASTAGNERI ROMA - Una patologia circondata da pregiudizi e molti luoghi comuni. Questo è ancora oggi la sordità in Italia. Tra scarsa conoscenza dei meccanismi alla base della patologia e poca chiarezza sulle cause, manca una definizione condivisa di "non udente". Anche i dati sono approssimativi e nel frattempo impazza la polemica tra coloro che vorrebbero vedere la Lis riconosciuta come una lingua ufficiale e chi - tra gli altri medici specialisti e associazioni - non accetta la proposta. Una definizione. "Per non udenti si intendono i 'sordi profondi bilaterali' - spiega Giuseppe Gitti, logopedista del Centro di rieducazione ortofonica di Firenze - . Oggi in Italia sono circa 25mila. Non ne nascono più 300 all'anno, circa 2 o 3 per provincia". Un numero esiguo per cui l'insorgenza della malattia può essere legata a cause diversissime. "La sordità è solo in parte un handicap ereditario, legato a questioni genetiche. Nel 95 per cento dei casi i genitori di un bambino non udente non sono sordi", spiega Gitti. Proprio come Laura Brogelli e suo marito. Fiorentina, Laura è mamma di un bambino di tre anni sordo dalla nascita. Le diagnosi prenatali classiche non avevano rivelato nessuna anomalia. I primi problemi sono emersi quando il bambino aveva un anno. "Lo chiamavo e non rispondeva, così ci siamo rivolti ai medici". Prima un classico esame audiometrico, poi uno più specifico, l'Abr. L'esito fu "sordità totale bilaterale". Diagnosi e terapie per vivere normalmente.Ecografie, amniocentesi. Nessuno di questi test rileva la sordità nel feto. "Ma dopo la diagnosi, attraverso le terapie e l'uso delle protesi, i non udenti, sebbene non possano iniziare a sentire come una persona nata perfettamente sana, imparano a parlare e riescono a comprendere tutto senza difficoltà, aiutati anche dalla lettura del labiale", spiega lo specialista. Insomma, una vita normale, facilitata anche dal fatto che oggi la comunicazione verbale, tra sms, email e chat, è sempre più "visibile". Certo, le sedute con il logopedista e l'uso di apparecchi acustici sono fondamentali. In Italia cure all'avanguardia. Tra gli strumenti a disposizione, il più comune è l'amplificatore di suoni che si colloca dietro l'orecchio. C'è poi il cosiddetto orecchio bionico, ovvero l'impianto cocleare, che si inserisce nell'orecchio interno del paziente attraverso un intervento chirurgico. L'operazione è interamente a carico dello Servizio sanitario nazionale, mentre la spesa per gli amplificatori richiede un contributo da parte delle famiglie. La situazione, tuttavia, varia da regione a regione. In Toscana, ad esempio, il servizio sanitario pubblico concede gratuitamente ai non udenti anche le pile per gli apparecchi. ''In Italia la ricerca e le cure per la sordità sono all'avanguardia - dice ancora Gitti - . Sul territorio sono presenti tanti centri specializzati per i non udenti. Forse si potrebbe creare un miglior coordinamento tra ospedali a livello nazionale, ma la situazione nel nostro Paese è tutt'altro che nera''. Riconoscere per legge la Lis come lingua. Lo scorso luglio è stata presentata in Parlamento una proposta di legge bipartisan tesa alla "promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva". In particolare, la legge propone il riconoscimento della Lis, la lingua dei segni italiana, come una lingua autonoma. Un provvedimento contrastato dal Comitato nazionale genitori familiari disabili uditivi, di cui anche Laura Brogelli fa parte. "Riconoscere la Lis come una lingua vorrebbe dire che esiste una minoranza, distinta in base a un deficit fisico, che usa correntemente questa lingua - spiega Brogelli - ; un popolo di sordi, insomma. Non ci opponiamo all'uso del linguaggio gestuale - precisa - , ma al riconoscimento della lingua italiana dei segni. Se ciò accadesse i sordi tornerebbero a essere sordomuti". "Proprio così - concorda Giuseppe Gitti - . Alla base della proposta di legge c'è l'idea stereotipata che i sordi siano anche muti e che possano esprimersi solo a gesti. Sbagliato. Come detto, la stragrande maggioranza dei bambini sordi nascono e crescono in una famiglia in cui non ci sono altri non udenti e non conoscono la Lis. E poi con la terapia e gli apparecchi acustici suppliscono perfettamente al deficit". La spesa. Alla questione culturale si aggiunge la spesa pubblica che l'accoglimento della proposta di legge comporterebbe. "Per lo Stato sarebbe un dispendio enorme", dice Gitti. Tra le spese per la formazione degli interpreti in ambito scolastico e per garantire la presenza di almeno uno di loro in tutti gli uffici pubblici italiani, il Comitato stima che la spesa sarebbe di almeno 200 milioni di euro, considerati 25mila sordi profondi bilaterali dalla nascita. "La sordità non è uno status, ma un deficit rimediabile", sottolineano dal Comitato. Lo dimostra il figlio di Laura. Frequenta il primo anno di scuola materna e sa interagire senza particolari difficoltà. "L'emozione più grande è stata sentirlo pronunciare la sua prima parola: pipì. Non lo dimenticherò mai". http://www.repubblica.it |
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